Sicurezza
Quell’embargo per catturare tutti
Venerdì sera la polizia aveva chiesto il silenzio stampa
MASSA. Omertà. Ecco qual è stato il nemico degli inquirenti che si sono occupati della faida tra bande che ha sconvolto la tranquillità di Massa. Non ci sono state testimonianze chiare, per nessuno degli episodi successi dal 2013 a oggi. Un muro di gomma che di fatto ha rallentato il lavoro di procura e forze dell’ordine (nucleo investigativo dei carabinieri e squadra mobile), ma non lo ha fermato.
Per questa scarsa collaborazione la polizia ha usato i piedi di piombo nel blitz che ha portato in carcere sei componenti dei sodializi che spacciavano ai Poggi. Perché c’era il timore che una fuga di notizie potesse far scappare qualcuno. E così gli inquirenti hanno chiesto alla stampa l’embargo. Non scrivere nulla di quello che stava accadendo, anche se l’elicottero venerdì sera volteggiava sulla testa dei massesi bisognava fare finta di nulla. E così è stato fino a ieri mattina verso le sette quando è arrivato l’ok: l’operazione era terminata.
E su Internet la reazione agli arresti è stata immediata e contrastante perché da una parte c’era chi esultava per le manette, dall’altra c’era chi abitando ai Poggi si sentiva denigrato e difendeva il suo quartiere. Parecchi battibecchi in diversi post, poi con il passare delle ore gli animi si sono calmati. Comunque la notizia ha tirato perché sono state migliaia le persone raggiunte e parecchie le condivisioni sui vari profili privati. Del resto si aspettava la risposta dello Stato dopo quello che era capitato.
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