Altalene rotte e sporcizia nel parco di Marina
I cittadini chiedono di inserire piazza Pellerano nel bilancio partecipato Il Comune: impossibile, è un progetto per le aree periferiche e più degradate
MASSA. Un parco, che dovrebbe essere il biglietto da visita di una località turistica, e che invece regala un tocco di degrado, con giochi rotti e sporcizia in terra. E’ la fotografia di piazza Pellerano a Marina, adesso al centro di una debacle fra amministrazione comunale e l’associazione “Noi cittadini di Marina di Massa”,i quali lamentano, oltre all’incuria, il fatto che il parco non sia stato inserito nel bilancio partecipato (o partecipativo), che è altro non è che una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della propria città. Iin che modo? Assegnare una quota di bilancio dell'ente locale alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte delle amministrazioni. L’associazione chiede che il parco venga inserito in questo percorso, ma l’amministrazione risponde «no», perché quello è un progetto che vale solo per le zone periferiche e da recuperare. Sfortuna la sua fortuna, quindi, per ribaltare una citazione di Guccini, quella del parco, perché essendo nel centro di Marina non può usufruire dei fondi del bilancio partecipato. «Sono stupita del fatto che il parco, nulla togliendo agli altri, sia stato escluso dal bilancio partecipato – afferma la presidente dell’associazione Rachele Pucci. Si tratta di un’area molto frequentata sia in inverno dai residenti sia in estate dai turisti, trovandosi nella nostra zona turistica per eccellenza. Come cittadina frequentatrice mi trovo in difficoltà quando sento i turisti lamentarsi della sporcizia e della pericolosità di alcuni giochi rotti, è inconcepibile che in piena estate il parco riversi in condizioni di trascuratezza. La pulizia e la manutenzione sono a dir poco insufficienti. L'amministrazione comunale dovrebbe fare un sopralluogo per rendersi realmente conto dello stato dei luoghi e pretendere dagli operatori una pulizia più attenta e la risoluzione dei problemi legati alla pericolosità dei giochi rovinati». Pronta la replica dell’amministrazione: «Abbiamo fatto un percorso che parte dalle periferie e dalle aree più degradate – spiega l’assessore Giovanni Rutili – il percorso è proprio finalizzato a costruire delle comunità che partecipano alla promozione e alla gestione dei territori, anche attraverso la riappropriazione di quei parchi che sono meno frequentati e utilizzati, per questo motivo abbiamo ritenuto che il parco di piazza Pellerano non fosse tra aree di maggior difficoltà». Un aspetto, quello dei criteri di scelta, che si ricollega direttamente al finanziamento regionale oggetto del bando e che non sarebbe stato possibile se non per le aree individuate.
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