Il Tirreno

Senza la licenza per il cibo Chiusa la cucina del bagno

Senza la licenza per il cibo Chiusa la cucina del bagno

Controlli dei Nas al Pupa Mocambo: il titolare licenzia quattro dipendenti Trovate irregolarità anche in altre strutture: alimenti scaduti o conservati male

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MARINA DI MASSA. La cucina dello stabilimento balnerare non aveva le autorizzazioni eppure era lì da anni, eppure il titolare del Pupa Mocambo, Alfredo Prosperi, aveva assunto quattro persone per preparare i piatti che poi serviva ai clienti del bagno. Dipendenti che dopo i sigilli messi dai Nas sono stati mandati a casa e adesso sono senza un lavoro.

I fratelli Prosperi hanno annunciato che non faranno ricorso, anche perché sono inadempienti: manca effettivamente la licenza. E quindi non fanno polemiche. A farle sono gli altri proprietari dei bagni di Marina che contestano la tempistica dei controlli del Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri: «Non è possibile che questi blitz vengano fatti ad agosto, in questo modo non ci permettono di lavorare». In effetti (vedi box in alto) nel resto d’Italia sono stati fatti tra giugno e luglio, la sostanza non cambia però. A stupire è il fatto che nessuno si sia mai accorto che al Pupa Mocambo la struttura non era a norma. Altri controlli erano stati fatti in passato, mai del Nucleo antisofisticazioni, ma evidentemente le autorizzazioni amministrative non erano mai state guardate per bene. Ironia della sorte, poi, mentre in altri stabilimenti balnerai sono state ravvisate delle carenze igienico sanitarie (e i responsabili dovranno pagare una pesante sanzione) al Pupo Mocambo tutto luccicava e gli alimenti erano conservati come da manuale. Tanto che il rammarico più grande è proprio questo: sarebbe bastato un controllo prima dell’estate per salvare la stagione e soprattutto per conservare l’impiego a quattro persone.

Una mosca bianca però la struttura dei Prosperi, almeno a giudicare dal risultato delle verifiche a tappeto che hanno interessato il lungomare. Non erano in regola molti bagni, dove sono stati ravvisati i problemi di sempre: derrate alimentari come carne, pesce, salumi e formaggi, ma anche gelati e prodotti da forno, che si trovavano dentro frigoriferi spenti; altro cibo di provenienza sconosciuta, senza cioè quei dati che aiutano alla rintracciabilità. Ma è stato trovato anche di peggio, magazzini dispensa improvvisati e zeppi di scatolette e sacchetti di pasta. Ma i militari hanno scoperto anche delle cose scadute. Tutta roba finita sotto sequestro, prima che fosse troppo tardi. I clienti però hanno rischiato grosso.

Oltre che a Marina i controlli hanno interessato Massa. Una curiosità: le ispezioni fatte in un paio di ristoranti Kebab hanno evidenziato un altissimo livello di igiene, con i prodotti conservati correttamente e con le etichette leggibili. Non è andata così a un ristorante cinese qualche tempo fa: i titolari hanno dovuto pagare una pesante sanzione, intorno ai cinquemila euro. Multati anche un paio di bar, in uno hanno trovato nel frigorifero della merce che non aveva alcuna indicazione né di provenienza né di realizzazione. Altri controlli verranno effettuati prima della fine dell’estate, soprattutto per verificare se le inadempienze sono state risolte oppure no.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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