Sicurezza
«Ditta Costa all’asta». Il titolare: un errore
Sul sito del tribunale la gara per la cessione del capannone, ma per l’imprenditore è tutto ok
AULLA. Si apre una specie di giallo attorno alla ditta Costa di Albiano Magra. Franca Messicani e Luigi Gatto della lista civica “Idee in Comune”, che esprime i consiglieri comunali di minoranza Matteo Lupi e Maria Grazia Lombardi, sostengono che “è stato pubblicato nel portale del tribunale fallimentare di La Spezia, nella sezione vendite giudiziarie, l'avviso di gara per la cessione dei capannoni e del fabbricato uffici dove opera tale ditta”. Sulla pagina web del Tribunale della Spezia, effettivamente, si riporta notizia degli inviti ad offrire, nel contesto del concordato preventivo n. 9 del 2010, per uno dei capannoni industriali ubicati ad Albiano Magra (prezzo base 802.560), precisando che le offerte dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12 del 22 settembre prossimo e che i plichi contenenti queste saranno aperti il giorno successivo. Ma è a questo punto che la situazione si complica. Infatti, abbiamo contattato telefonicamente Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome, per avere un commento, ma Costa, a sorpresa, sostiene che «si tratta di un errore, visto che abbiamo già chiuso a nostro favore il concordato preventivo, saldando interamente il debito. Nel caso del capannone di cui si parla sul sito web del Tribunale della Spezia abbiamo pagato un 1.250.000 euro e abbiamo chiuso la pratica a metà giugno», conclude con voce tranquilla l'imprenditore spezzino.
Il concordato preventivo è una procedura concorsuale a cui può ricorrere un debitore avente i requisiti di fallibilità, che si trovi in uno stato di crisi o di insolvenza, per tentare il risanamento ed evitare così il fallimento. Detto questo, in attesa che il giallo, se di giallo si tratta, si dipani, torniamo a quanto scrivono Messicani e Gatto, i quali sottolineano che «tutto ciò potrebbe aprire nuove prospettive per gli abitanti di Albiano Magra. La possibile chiusura degli stabilimenti consentirebbe loro, infatti, di veder cessare i notevoli disagi subiti da circa un decennio, derivanti dalla presenza di un imaanto così impattante per il territorio. Per scongiurare, però, il rischio della perdita dei posti di lavoro dei dipendenti dell'impresa, assieme ad alcuni cittadini della zona e al gruppo “Idee in Comune” avevamo già formulato, nelle sedi competenti, delle proposte per la salvaguardia della loro occupazione. Queste riguardavano delle clausole sociali da inserire nei futuri contratti di affidamento dei rifiuti, che prevedano che le ditte subentranti, aventi gli stabilimenti situati in altre località, assumano lo stesso personale impiegato dell'impresa Costa Mauro».
Infine, Messicani e Gatto, nel richiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul tema, non rinunciano ad attaccare il sindaco di Aulla, Silvia Magnani: «Cosa ha fatto sinora per risolvere i problemi dei cittadini albianesi e dei dipendenti della ditta che qui opera? Non si era forse impegnata in campagna elettorale ad avviare, entro 60 giorni dal suo insediamento, degli incontri per risolvere le questioni generate dalla presenza di questo impianto?»
Gianluca Uberti
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