Sicurezza
Con barba finta e coltello un’altra rapina in banca
Due uomini sono entrati nella filiale della Cassa di risparmio di Lucca alle 13 Bottino di svariate decine di migliaia di euro. Sono fuggiti su un’auto cabriolet
MASSA. Barba finta e coltello. Non può essere una coincidenza, secondo gli inquirenti: sono gli stessi rapinatori della banca di piazza Betti quelli che ieri intorno alle 13.25 hanno colpito nella filiale della Cassa di risparmi di Lucca di viale Chiesa. Bottino di svariate decine di migliaia di euro, a Marina i malviventi ne avevano portati via trentamila. E le testimonianze raccolte dai carabinieri della compagnia di Massa, che conducono le indagini, dicono che si tratta di professionisti: in meno di un minuto sono entrati nel locale, hanno minacciato clienti e impiegati e poi si sono fatti consegnare il contenitore dell’incasso della giornata, che il cassiere, visto che gli sportelli stavano per chiudere, aveva preparato. Poi sono usciti e hanno raggiunto un terzo uomo che li stava aspettando a bordo di una Peugeot cabriolet di colore grigio. L’auto era accesa e loro non hanno neppure aperto le portiere, sono saltati dentro con un balzo; poi la fuga a tutta velocità verso Marina, dove sono riusciti a far perdere le loro tracce nonostante i posti di blocco spuntati come funghi su tutta la riviera.
I militari hanno rivoltato come un calzino la filiale in cerca di elementi che possano aiutare nell’identificazione dei responsabili: la banca è un open space e quindi chi era all’interno del locale ha visto bene i due, anche se uno aveva un barbone di colore nero pece e l’altro un fazzoletto a mo’ di cowboy. Sono italiani e hanno circa una quarantina di anni. Non sono molto slanciati, anzi uno di loro è piuttosto tracagnotto. Hanno parlato pochissimo, si sono limitati a dire «fermi tutti questa è una rapina». Uno dei clienti che era nell’istituto bancario per fare dei versamenti quando si è consumata la rapina una volta all’aperto ha fornito una sorta di identikit della coppia, poi ha rivelato: «Sono sicuramente italiani e sono stati velocissimi. Talmente veloci che non abbiamo fatto neppure a tempo a spaventarci. Il nostro stato d’animo era quello dell’incredulità. Più che paura c’è stata sorpresa». Un dipendente della cassa di risparmio, con l’ufficio al piano di sopra, ammette candidamente di non aver sentito nulla: «Abbiamo saputo quello che era accaduto solo quando i due rapinatori sono andati via e un collega è venuto su di corsa a raccontarci tutto».
Forse le riprese del circuito di videosorveglianza potranno portare sulla pista giusta gli inquirenti. Ma anche quelle delle telecamere disseminate lungo viale Chiesa e viale della Stazione. Altrimenti la caccia diventa difficile.
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