Il Tirreno

«Salviamo Villa Cuturi» Mobilitazione contro l’asta

di Melania Carnevali
«Salviamo Villa Cuturi» Mobilitazione contro l’asta

Lo storico palazzo in vendita, c’è chi vuol farlo comprare alla Fondazione Crc La Pro Loco: bloccate la vendita. Confimprese: l’esempio è palazzo Binelli

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MASSA. Da una parte c'è chi chiede che l'asta venga bloccata, con tanto di raccolta firme. Dall'altra chi vede nelle fondazioni private la soluzione. Villa Cuturi è diventato un caso. E come ogni caso, divide. Dopo la proposta provocatoria di Rifondazione comunista (quella di un azionariato popolare per la creazione di un “palazzo collettivo”)piovono consigli, denunce, richieste sul futuro di quella villa, costruita negli anni Trenta dalla famiglia lombarda dei Cuturi, diventata sede dell’Apt negli anni Sessanta e adesso ufficio distaccato dell'amministrazione provinciale del turismo e della cultura. La Provincia ha deciso di metterla in vendita, insieme a altri immobili di sua proprietà per cercare di risollevarsi dal collasso economico in cui è caduta dopo la riorganizzazione mal riuscita delle Province firmate Delrio associata a un taglio indiscriminato dei fondi agli enti locali. Sei milioni di euro: questa la cifra che palazzo Ducale pensa di racimolare con la vendita. Ma la cessione sembra destinata a passare “sopra i cadaveri di molti”.

A opporsi sono (oltre a Rifondazione) Pro Loco Massa Città di Mare e Monti e Pro Loco Marina di Massa che parlano di «un colpo basso alla cittadinanza e anche ai turisti di questa città». E’ «un errore - commenta la presidente della Pro Loco Marina, Barbara Lippi - di quelli che il nostro territorio pagherà caro quando la villa cesserà di essere quello che è attualmente: un bene pubblico punto di promozione turistica e realizzazione eventi». Le due associazioni puntano il dito sul ruolo «che non è un luogo abbandonato» ma è un punto informativo turistico e «anche luogo di eventi», dicono «da mostre fotografiche e di pittura, incontri con scrittori e presentazioni di libri». Secondo la Pro Loco la vendita sarebbe solo una «soluzione tampone» che non risolverebbe la crisi in cui riversa la Provincia, ma sicuramente ne aprirebbe una nuova: quella della perdita di un bene della collettività. «Chiediamo che nella prossima approvazione del bilancio - dicono- la messa all'asta di Villa Cuturi sia eliminata e i consiglieri provinciali dicano di no alla vendita anche in virtù delle proposte uscite dall’assemblea dei sindaci». E annunciano una raccolta firme, invitando anche le altre associazioni del territorio a partecipare. «Dimostreremo che a Villa Cuturi ci teniamo davvero tutti. Siamo sicuri, che il Comune - concludono -sia in prima fila per trovare una soluzione alternativa alla vendita».

Favorevole invece alla vendita, a patto che intervengano le fondazioni, è Stefano Caruso, consigliere provinciale di Italia Unica, che parla di Villa Cuturi come di una «struttura strategica per posizione e per valore che, però, non deve essere svenduta o destinata ad un uso privato: non è solo un mero immobile, ma rappresenta storia, cultura e tradizione di un territorio».

Non è pensabile infatti - secondo il consigliere farla acquistare dalla Regione - perché verrebbero sottratte risorse destinate a opere di salvaguardia del territorio e perché poi «la manutenzione della struttura toccherebbe al Comune». La soluzione per Caruso è nelle fondazioni.

Stesso pensiero Confimprese che chiede che si faccia per Villa Cuturi come Palazzo Binelli. «Se non vi sono altre possibilità - commenta il presidente, Claudio Lotto - oltre alla vendita per sanare le casse agonizzanti di Buffoni, sarebbe opportuno un intervento importante di un organizzazione importante come può essere la fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara. Gli interventi della fondazione su Massa in questi anni sono stati davvero esigui, rispetto a quanto ha investito su Carrara».

L'acquisizione da parte della Fondazione, secondo Confimprese, «potrebbe essere il primo passo utile per far sì che la villa abbia funzionalità culturali artistiche e turistiche».

E propone, insieme all’acquisto, la realizzazione di un polo museale interattivo sul turismo che passi da accordi e scambi culturali con le principali università italiane come il Campus di Lucca o la Bicocca a Milano e «l'elenco - dice Lotto - potrebbe continuare».

Lotto invita soprattutto l’amministrazione comunale massese a darsi avanti per spingere la Fondazione nella direzione della villa. «Sarebbe per il sindaco se riuscisse in questo intento - commenta - un bel biglietto da visita importante speso nell'interesse della città. Vorremmo infine evidenziare che villa Cuturi come Palazzo Binelli non ha targhe cittadine attaccate alla divisa di ordinanza ma rappresentano entrambi momenti culturali dell'intera comunità apuana e non solo».

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