Il Tirreno

La Provincia: niente scuola di sabato

di Cinzia Chiappini
La Provincia: niente scuola di sabato

Buffoni chiede ai presidi delle superiori la settimana corta: necessaria per risparmiare su riscaldamento ed elettricità

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. «Oggi è venerdì, domani non si va a scuola»: è questo il ritornello che, parafrasando il celebre brano di Pino Daniele, potranno cantare da settembre i ragazzi delle scuole superiori della provincia di Massa-Carrara. Sì, perché il nostro territorio si prepara a una rivoluzione destinata a coinvolgere studenti, famiglie e trasporto pubblico. Dal prossimo anno scolastico, quello che si aprirà a metà settembre, gli istituti superiori rimarranno chiusi il sabato e l’attività didattica si articolerà dal lunedì al venerdì, con probabili rientri pomeridiani. È quanto prefigura la lettera inviata nei giorni scorsi dal presidente della Provincia Narciso Buffoni ai dirigenti scolastici e intitolata, non a caso, «Richiesta di riorganizzazione su cinque giorni, lunedì-venerdì».

La notizia farà contenti molti studenti che potranno dormire un giorno in più, potrebbe destabilizzare qualche famiglia ma non dovrebbe cogliere di sorpresa i presidi: Buffoni cita infatti una serie di incontri avvenuti nelle scorse settimane nel corso dei quali l’ipotesi era già stata ventilata. In sostanza si tratta di una soluzione per far fronte ai problemi di bilancio dell’amministrazione provinciale: un tema su cui il presidente in carica non le manda a dire e si scaglia, apertamente, contro il governo centrale. Una situazione che nasce «dall’impossibilità allo stato attuale di poter definire un corretto bilancio di previsione pluriennale 2015-17» che secondo Buffoni sarebbe «derivante a sua volta dagli assurdi prelievi forzosi imposti dal combinato disposto» di alcuni provvedimenti del governo centrale che «annullano progressivamente e praticamente le entrate tributarie delle province negli anni 2015,2016 e 2017». Se qualcuno, per caso, non avesse chiaro il concetto, Buffoni rincara la dose spiegando che si tratta di «uno stato di fatto indipendente dalla volontà e dalla possibilità dell’amministrazione e le cui responsabilità non possono che ricadere sul livello governativo centrale, che dimostra un totale senso di irresponsabilità e una visione assolutamente distorta della finanza locale e dei servizi minimi necessari per tutti i territori nazionali». Così l’amministrazione provinciale «chiede e conferma di disporre l’orario dell’anno didattico 2015-16 su cinque giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) consentendo quindi una chiusura degli edifici e delle attività nella giornata di sabato».

Grazie a questa misura la Provincia potrà risparmiare importanti risorse, pur sapendo che la nuova organizzazione rappresenta una «una scelta non facile e da contemperare con un sistema dei servizi di mobilità che dovrà tenere conto delle diverse turnazioni pomeridiane».

Con le scuole aperte anche nel dopopranzo, lascia intendere il presidente, si dovrà garantire agli studenti la possibilità di accedere ai mezzi del trasporto pubblico, i cui orari dovranno dunque essere adeguati di conseguenza. Anche per questo annuncia il presidente della Provincia, nei prossimi giorni partiranno gli incontri con l’azienda del trasporto pubblico locale, per rivedere gli orari dei bus da e per le scuole alla luce delle nuove esigenze.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa