Gioco
L’opposizione si spacca sul nome del nuovo presidente
MASSA. Si spacca ancora una volta l’opposizione all’interno del consiglio comunale di Massa, semmai fosse stata d’accordo una volta: l’ultimo caso è quello della nomina del presidente della...
MASSA. Si spacca ancora una volta l’opposizione all’interno del consiglio comunale di Massa, semmai fosse stata d’accordo una volta: l’ultimo caso è quello della nomina del presidente della commissione statuto del comune: lo strappo, tra chi dovrebbe “lavorare” insieme contro la maggioranza del Partito democratico in consiglio, è avvenuto mercoledì mattina, durante una riunione della commissione statuto, appunto.
All’ordine del giorno c’era la votazione per eleggere il nuovo presidente che, da regolamento, dovrebbe cambiare ogni anno e che, secondo una sorta di patto tra gentiluomini, dovrebbe sempre risultare un membro dell’opposizione. Presidente uscente, il consigliere Udc Agostino Incoronato che ha provato a riproporsi, suscitando le prime polemiche; la maggioranza lascia carta bianca e l’opposizione, invece di fare un unico nome, non riesce a mettersi d’accordo: il Movimento 5 Stelle ha presentato la candidatura della consigliera Luana Mencarelli, Udc e Italia Unica hanno risposto con il consigliere della 28 Aprile Andrea Ofretti.
Durante le votazioni, la maggioranza si è astenuta assieme a Sel, e Ofretti passa.
Durissimo il commento del capogruppo Cinque Stelle Riccardo Ricciardi: «L’asse degli ex berlusconiani, con l’asse degli ex comunisti, vince sempre a Massa- dichiara- la commissione ha ritenuto Andrea Ofretti, ex pluri assessore, ex presidente del consiglio, più competente di Luana Mencarelli e più adatto a ricoprire un ruolo così importante. Come al solito al Movimento 5 Stelle viene impedito di occupare ruoli di un certo rilievo politico, e poi ci accusano di non voler avere nessuna responsabilità di governo. Nulla di personale contro Ofretti, ma- continua Ricciardi- Luana Mencarelli per la presenza in consiglio, il numero degli interventi e la qualità di questi, era sicuramente più adatta e meritava la presidenza della commissione statuto. Politicamente la maggioranza se ne è lavata le mani, e Sel, come fa di consueto in questo periodo, si è allontanata dall’opposizione per dimostrare da che parte vuole realmente fare».
Non è la prima volta, appunto, che in commissione statuto non riescono a mettersi d’accordo. A maggior ragione quando si tratta di nomine.
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