Il Tirreno

commissione statuto

L’opposizione si spacca sul nome del nuovo presidente

di Manuela D’Angelo

MASSA. Si spacca ancora una volta l’opposizione all’interno del consiglio comunale di Massa, semmai fosse stata d’accordo una volta: l’ultimo caso è quello della nomina del presidente della...

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MASSA. Si spacca ancora una volta l’opposizione all’interno del consiglio comunale di Massa, semmai fosse stata d’accordo una volta: l’ultimo caso è quello della nomina del presidente della commissione statuto del comune: lo strappo, tra chi dovrebbe “lavorare” insieme contro la maggioranza del Partito democratico in consiglio, è avvenuto mercoledì mattina, durante una riunione della commissione statuto, appunto.

All’ordine del giorno c’era la votazione per eleggere il nuovo presidente che, da regolamento, dovrebbe cambiare ogni anno e che, secondo una sorta di patto tra gentiluomini, dovrebbe sempre risultare un membro dell’opposizione. Presidente uscente, il consigliere Udc Agostino Incoronato che ha provato a riproporsi, suscitando le prime polemiche; la maggioranza lascia carta bianca e l’opposizione, invece di fare un unico nome, non riesce a mettersi d’accordo: il Movimento 5 Stelle ha presentato la candidatura della consigliera Luana Mencarelli, Udc e Italia Unica hanno risposto con il consigliere della 28 Aprile Andrea Ofretti.

Durante le votazioni, la maggioranza si è astenuta assieme a Sel, e Ofretti passa.

Durissimo il commento del capogruppo Cinque Stelle Riccardo Ricciardi: «L’asse degli ex berlusconiani, con l’asse degli ex comunisti, vince sempre a Massa- dichiara- la commissione ha ritenuto Andrea Ofretti, ex pluri assessore, ex presidente del consiglio, più competente di Luana Mencarelli e più adatto a ricoprire un ruolo così importante. Come al solito al Movimento 5 Stelle viene impedito di occupare ruoli di un certo rilievo politico, e poi ci accusano di non voler avere nessuna responsabilità di governo. Nulla di personale contro Ofretti, ma- continua Ricciardi- Luana Mencarelli per la presenza in consiglio, il numero degli interventi e la qualità di questi, era sicuramente più adatta e meritava la presidenza della commissione statuto. Politicamente la maggioranza se ne è lavata le mani, e Sel, come fa di consueto in questo periodo, si è allontanata dall’opposizione per dimostrare da che parte vuole realmente fare».

Non è la prima volta, appunto, che in commissione statuto non riescono a mettersi d’accordo. A maggior ragione quando si tratta di nomine.

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