Il Tirreno

Gravidanze più sicure arriva il test a tre mesi

di Sara Lavorini

Screening precoci all’Asl apuana: una nuova frontiera della diagnosi prenatale Ragusa: «Avremo gli strumenti per escludere qualsiasi malattia del bimbo»

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MASSA. Il Bitest, esame di screening in gravidanza per la determinazione delle malattie cromosomiche più diffuse, le cardiopatie congenite e il ritardo di crescita uterina, da ottobre subirà delle modifiche innovative importanti. Attualmente infatti il Bitest, effettuato tra la l'undicesima e la tredicesima settimana (più sei giorni) di gestazione, prevede un prelievo di sangue della donna gravida e, nello stesso giorno, un’ecografia di controllo per il feto. Adesso, grazie alle nuove linee guida della Fetal Medicine Foundation, l'esame del sangue nella mamma sarà eseguito entro la decima settimana e, il successivo esame diagnostico al terzo mese di gravidanza, per garantire un ulteriore aumento della sensibilità del test stesso. Anche i successivi esami di controllo, in base al risultato del Bitest, subiranno un importante cambiamento: sarà infatti introdotto, in caso di valori “sballati”, la ricerca del dna fetale del sangue materno (più conosciuta come amniocentesi via sangue o Prenatal Safe).

«Il bitest è un esame molto importante che riesce a farci intercettare le malattie genetiche più diffuse, come le Trisomie 21, 18 e 13, il ritardo di crescita intrauterino e le cardiopatie - afferma il ginecologo specialista ambulatoriale con l'Asl di Massa Carrara Pietro Manetti - adesso quando i valori evidenzieranno un rischio medio (quindi non solo alto, come era stato fino ad oggi), sottoporremo la donna in gravidanza ad un’ecografia di controllo di secondo livello e si procederà, successivamente, anche alla ricerca del dna fetale per escludere così le malattie genetiche più comuni».

Le donne in gravidanza, grazie a queste importanti novità diagnostiche, possono sentirsi ancora più sicure, perché il Prenatal Safe, da pochi mesi eseguito in convenzione con l' Istituto di Genetica di Firenze, ha una sensibilità del 99,97 per cento e non presenta nessun tipo di rischio per il bambino Inoltre grazie alla delibera 422 della Regione “l'amniocentesi via sangue”, che veniva eseguita solo privatamente a un costo di circa mille euro, sarà finalmente garantita alle donne in gravidanza che ne hanno bisogno, con un ticket sanitario di “soli” 370 euro. «Sono molto soddisfatto - dichiara il primario di Ostetricia e Ginecologia Antonio Ragusa - di come sta lavorando tutto l'equipe del mio reparto, perché la donna in attesa ha diritto ad avere a sua disposizione tutti gli strumenti diagnostici per escludere qualsiasi malattia nel nascituro. Siamo molto all'avanguardia per tutto ciò che riguarda i test di screening e solo nell'ultimo anno abbiamo avuto più di 1700 parti, di cui 400 di donne provenienti da altre regioni. Con l'apertura del nuovo ospedale ci saranno delle importanti novità: prima fra tutte la completa collaborazione e sinergia con gli altri medici specialisti, l'uso di ben sei sale parto e la ginecologia sarà divisa, ma sempre all'interno dello stesso piano, dall' ostetricia garantendo così una perfetta cura alle donne in attesa e, a una maggior riservatezza e tranquillità a quelle invece sopra parto». All' Opa, anche se il reparto di ostetricia e ginecologia sarà trasferito nel nuovo ospedale verrà comunque garantita per le donne e i feti affetti da malattie del cuore, una sala parto d’urgenza e un ginecologo, un’anestesista ed un’ostetrica, reperibile ventiquattro ore su ventiquattro.

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