Auto con disabile si ferma in divieto I vigili la multano
La disavventura di una donna e del padre in carrozzella «Secondo gli agenti dovevo scaricarlo e cercare parcheggio»
MASSA. Parcheggia con il tagliando per disabili fuori dallo stallo giallo. I vigili urbani le fanno una multa perché «fuori dagli spazi consentiti». Ma al momento della contestazione le viene risposto che avrebbe dovuto «scaricare il disabile, andare a parcheggiare e tornare». Come se il disabile potesse camminare da solo o come «se fosse un pacco». E’ successo martedì pomeriggio sul Lungomare (località Ronchi) a una donna massese che ha raccontato la vicenda su una pagina di Facebook e che poi il Tirreno ha contattato telefonicamente (non scriviamo il nome per rispettare la privacy, ndr). «E’ un racconto contro la mancanza di umanità di certe persone -spiega- Che sembrano non aspettare altro di fare cassa con multe, anche a persone in difficoltà».
E’ martedì pomeriggio. La donna decide di portare il padre, costretto su una carrozzella e incapace di intendere e volere, al mare. Arrivata vicino allo stabilimento balneare, trova tutti i parcheggi occupati: sia quello per disabili, sia quelli a pagamento. Decide quindi di parcheggiare fuori dagli stalli «in un prolungamento dell’aiuola - spiega la donna- senza che intralciasse il traffico». Il codice della strada infatti prevede che in mancanza di parcheggi i disabili possano sostare nonostante il divieto di sosta indicato con apposito segnale verticale o orizzontale, purché ciò non costituisca grave pericolo o intralcio per la circolazione. Espone il tagliando per disabili e l’abbonamento ai parcheggi blu. Ma al ritorno la sorpresa: una multa da 28 euro perché «l’auto sostava fuori dagli spazi».
«Ho cercato di spiegare al vigile dell'ufficio contravvenzioni che - racconta la donna - che non avendo trovato posto né nelle strisce blu né nei posti per disabili, avevo parcheggiato in modo da non costituire intralcio, come prevede il regolamento per disabili. Dopo avergli mostrato la foto che comprovava che l'auto non occupava la sede stradale e, tanto meno, ostruiva il marciapiede, il vigile mi ha risposto che, comunque, ero in divieto di sosta e che ipotizzando che non vi fossero posti liberi, cosa di cui dubitava, avrei dovuto scaricare il disabile per andare a cercare parcheggio. Mio padre non sa nemmeno come si chiama, non riconosce le persone e tanto meno riesce a muoversi da solo con la carrozzella. Ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. Secondo loro avrei dovuto lasciarlo lì da solo, come se fosse un pacco?». «Sono indignata per l'arroganza - continua la donna - e l'ignoranza di alcune persone. Secondo loro dovrei muovermi con una seconda persona per accompagnare mio padre? Mi hanno detto anche con arroganza di fare ricorso. Per 28 euro non lo farò. Ma questo dimostra come sia incicile questo mondo».
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