Sicurezza
Però le sagre sono diminuite Trecento giorni in meno
MASSA. «E’ vero che c’è stato, e magari c’è ancora, un po’ di abuso delle sagre, ma non è questo il caso. La sagra della cozza ha compiuto quest’anno quindici anni e peraltro, oltre ai muscoli,...
MASSA. «E’ vero che c’è stato, e magari c’è ancora, un po’ di abuso delle sagre, ma non è questo il caso. La sagra della cozza ha compiuto quest’anno quindici anni e peraltro, oltre ai muscoli, promuove anche il pesce povero che è sicuramente un prodotto del territorio». Così Gabriele Carioli, assessore alle attività produttive e una delle anime del regolamento delle sagre datato 2014, ha cercato di sgonfiare la polemica nata intorno alla sagra della cozza organizzata dall’Arci Cervara e che prenderà vita al parco del Ricortola domani fino al 16 agosto.
L’amministrazione comunale d’altronde, dal suo insediamento, si è fatta carico di trovare un equilibrio tra i ristoratori, che con questo lavoro ci devono andare avanti tutto l’anno, e chi invece organizza sagre nel periodo migliore “per gli affari” togliendo sì, forse, clienti dai ristoranti, ma dando anche alla città, ai suoi abitanti, ai turisti quello che cercano: cene sotto le stelle, musica, vino rosso o bianco, convivialità, eventi, incontri, sorrisi, come solo le sagre estive sanno dare. Perché, alla fine, al di là del prodotto, è la sagra in sè a essere tipica. Certo è che anche i ristoratori devono lavorare. E in questo gioco di check and balance, il Comune ha tagliato notevolmente le serate di sagre che dal 2013 a oggi sono passate da 490 a circa 170.
Il regolamento adesso parla chiaro. Si possono fare sagre solo se valorizzano un prodotto tipico del territorio (oltre a quelle di partito e a quelle promosse da associazioni di volontariato). Inoltre: basta menù da ristorante, adesso si cucina solo il prodotto tipico. E se nelle altre città toscane domina ancora il caos (come sagre del pesce in zone senza mare)a Massa incomincia a esserci un po’ di ordine: le giornate di sagre, dicevamo, sono diminuite drasticamente e quelle senza un collegamento con il territorio quasi sparite.
«Il caso quest’anno - chiarisce Carioli - è esploso perché, non essendo agibile lo spazio in Cervara le varie associazioni che negli altri anni organizzavano la festa lì hanno dovuto traslocare. La sagra della cozza ha deciso di andare al parco di Ricortola e questo ha innescato polemiche».
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