Il Tirreno

Le fa spogliare e poi le ricatta

Le fa spogliare e poi le ricatta

Quarantenne denunciato: conosceva vittime su Facebook, poi chiedeva denaro

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MASSA. Tre ragazze massesi che hanno un’età tra i venti e i venticinque anni sono cadute nel tranello del truffatore e ricattatore tecnologico. Contattate dallo sconosciuto su Facebook si sono fidate di lui e dopo aver chattato per giorni e giorni sono diventate amiche di quell’uomo che nemmeno conoscevano e che era più grande di lui. E pure di un altra città. Gli hanno confidato segreti nascosti, speranze e illusioni. Poi hanno commesso l’errore di cadere nel giochetto malizioso degli scatti erotici, dei selfie a luci rosse. E così quando il bellimbusto ha raccolto un bel po’ di materiale ha presentato il conto: prima ha chiesto prestazioni sessuali per non pubblicare le foto che le giovani gli avevano inviato, poi ha preteso pure del denaro. Soltanto una delle tre vittime - che tra di loro non si conoscono - ha avuto il coraggio di denunciare il ricattatore. E così la polizia, la sezione della postale della squadra mobile, si è occupata del caso. Scomprendo che il quarantenne ce lo aveva di vizio a comportarsi in quel modo. E che la vittima non era soltanto la ventenne, ma che c’erano altre ragazze che si erano fidate dei suoi modi prima gentili e poi audaci. Due a Massa (abitano a meno di un chilometro di distanza una dall’altra) e una decina nel resto d’Italia. Sono stati gli agenti ad abbordarlo stavolta, fingendosi giovani poco più che ventenni (il target dell’uomo). E lui c’è cascato. Facendo il giochino che aveva fatto con le altre. E qui è scattata la denuncia. E soprattutto si è scoperto che tipo di persona fosse: single, abita con l’anziana madre e ha perso il lavoro da poco. per questo è su facebook praticamente mattina e sera. La squadra mobile di Antonio Dulvi Corcione, cooordinata dal sostituto procuratore Alessandra Conforti, ha scoperto un mondo dietro questi ricatti. C’è pure chi si è indebitata per poter pagare la cifra richiesta. Una ragazza di un’altra regione che si doveva sposare dopo pochi mesi, ma che aveva voglia di un po’ di trasgressione virtuale, è arrivata a pagargli duemila euro. Non ha voluto sottostare ai ricatti sessuali però. Per questo gli ha dato tutto quello che aveva in banca, soldi che probabilmente aveva risparmiato per la cerimonia nuziale. Il faldone che riguarda il quarantenne è ampio e i reati contestati sono la truffa e le molestie sessuali. Rischia di passare un bel po’ di anni in carcere. Lui alla polizia ha detto di averlo fatto soltanto perché* si annoiava e che erano le giovani a volergli mostrare le loro foto intime. «Avevo bisogno di soldi e ne ho approfittato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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