Il Tirreno

Casola, no al transito dei camion

Casola, no al transito dei camion

Sorto un comitato contro il traffico causato dalla chiusura della linea Aulla-Lucca

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CASOLA. Con la chiusura della tratta ferroviaria Aulla-Lucca è ripreso un massiccio transito di mezzi pesanti all'interno dell'abitato del capoluogo e di alcune frazioni e i residenti tornano sul sentiero di guerra. Un fattore comunque messo in conto per permettere i lavori di adeguamento sulla tratta in questione.

E sull'onda di un problema molto sentito e mai del tutto cessato è sorto in questi giorni a Casola il comitato No camion.

«Tra i cittadini – scrive il neo comitato - era da tempo che si avvertiva la necessità di reagire al passaggio degli autoarticolati che trasportano carbonato di calcio, poiché le strade della zona non sono idonee al passaggio di mezzi così grossi e pesanti che provocano il danneggiamento del manto stradale e che si appropriano dell'intera carreggiata procedendo spesso in fila e paralizzando l'attività del paese quando lo attraversano».

Qui il comitato dei cittadini riferisce dell'attuale disagio «ora con la chiusura della ferrovia Aulla-Lucca e il dirottamento di tutti i container della Kerakoll su strada, il problema si è accentuato fino a diventare insostenibile».

E contro il passaggio dei camion sono state raccolte firme e portate al sindaco Riccardo Ballerini «e sono state messe bandiere con la scritta “No camion” lungo tutta la strada che attraversa il paese di Casola» scrive il Comitato.

Si spiega ancora i motivi del malcontento popolare «la consapevolezza che per l'interesse di pochi venga svalorizzato un intero territorio che sarebbe di notevole valore storico e paesaggistico, è ormai generale e non più contenibile».

«Lo scontento – prosegue la nota - ha radici antiche e motivate. L'estate è il periodo dell'anno in cui c'è in zona un po' di movimento turistico e questa intensificazione del passaggio dei camion disincentiva anche quel poco che potrebbe affermarsi, provocando l'ennesimo danno alle attività commerciali».

«Il passaggio di questi camion non favorisce certo lo sviluppo di iniziative imprenditoriali basate sul turismo e sul commercio, che sicuramente potrebbero contribuire a creare opportunità lavorative in loco e porterebbero lustro alla zona dando conseguentemente valore anche agli immobili, mentre attività commerciali che hanno bisogno di servirsi di tali mezzi hanno un costo troppo elevato per la cittadinanza».

E così si chiude la nota del Comitato «No camion»: «Non dimentichiamo che, nonostante le indiscusse bellezze naturalistiche e storiche, questa è l'unica zona della Toscana in cui gli immobili hanno un valore irrisorio e molte case rimangono invendute e ormai la cittadinanza è sempre più arrabbiata».

Marco Landini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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