Attenzione
Zona difficile, il trasporto va ko
Collegamento insufficiente per pendolari e studenti che devono recarsi a Spezia
AULLA. Mezzi che si guastano sempre più frequentemente e ampiamente inadeguati, corse fantasma e corse tagliate in sempre maggior numero. Così si potrebbe sintetizzare la situazione critica del trasporto pubblico su gomma in Lunigiana, dove può capitare, come sarebbe accaduto nei giorni scorsi, che un cittadino si rechi al capolinea degli autobus in piazza Nenni ad Aulla (dietro il palazzo comunale) e attenda invano un autobus per la propria destinazione. Un autobus che non arriverà mai.
Ma spesso puntare il dito immediatamente contro le aziende del trasporto pubblico, in questi casi, è lo sport più semplice, quando, invece, le responsabilità vanno ricercate altrove, magari negli enti territoriali preposti a finanziare il trasporto pubblico stesso. Una cronica carenza di risorse che si traduce in 8 corse in meno da e per Spezia in questa estate caldissima, non solo dal punto di vista climatico. E a difendere una delle due aziende del trasporto pubblico che operano in Lunigiana, l'Atc, che si occupa delle corse da e per la Liguria, è uno dei conducenti degli autobus, il signor Andrea Ambrosiani, il quale definisce l'Atc «una azienda solida e un fiore all'occhiello del trasporto pubblico locale - sottolineando che - la sfortuna per la Lunigiana è di trovarsi nella provincia sbagliata. Infatti, è la burocrazia ad avere collocato la Lunigiana in una provincia sbagliata e di questo ne pagano le conseguenze i tanti lunigianesi, lavoratori e studenti in particolare, che, ogni giorno, si recano a Spezia per lavorare e studiare».
Quindi, l'appello che viene lanciato da Ambrosiani è rivolto, innanzitutto, alle istituzioni: «Si mettano una mano sulla coscienza e l'altra al portafoglio e diano le risorse necessarie a salvare il trasporto pubblico». Un appello che si auspica non cada nel vuoto, visto che «i cittadini - conclude Ambrosiani - lasciano il 50% dei loro stipendi in tasse, senza avere indietro un riscontro nella sanità, nella scuola e nel trasporto pubblico, che si tenta sempre più spesso di privatizzare».
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