Sicurezza
«Una cementificazione inutile, costosa e dannosa»
MASSA CARRARA. «Lanciamo un grido d'allarme per una minaccia all'equilibrio economico e ambientale della costa apuo versiliese». Giacomo Giannarelli, consigliere regionale dei 5 Stelle non usa mezzi...
MASSA CARRARA. «Lanciamo un grido d'allarme per una minaccia all'equilibrio economico e ambientale della costa apuo versiliese». Giacomo Giannarelli, consigliere regionale dei 5 Stelle non usa mezzi termini per bocciare il “nuovo porto” di Marina di Carrara. Per i 5 Stelle – e su queste posizioni c’è un ampio fronte ambientalista e di sinistra – si tratta, lo hanno spiegato in conferenza stampa di «un’opera ad alto impatto, pericolosa e inutile, che si intende realizzare in un territorio già segnato da numerose alluvioni, da ultima quella del novembre 2014». Il progetto portato in pieno agosto in consiglio comunale a Carrara e che arriverà successivamente in consiglio regionale, è stato già bocciato dal Ministero dell'Ambiente nel 2002, dal Tar del Lazio nel 2009 e ha raccolto le critiche circostanziate della Regione Toscana sul mancato rispetto delle indicazioni contenute nel Piano integrato territoriale.
B«isogna fare chiarezza prima di tutto sui termini - dice Giannarelli - non stiamo parlando di "waterfront", come strumentalmente qualcuno sta sostenendo, perché del totale dell'opera prevista, la riqualificazione dell'interfaccia porto-città è una minima parte e finanziata e cantierata in modo indipendente. Il waterfront è un'opera che noi sosteniamo, usata come "cavallo di Troia" per compiere questa cementificazione inutile e dannosa». Ricordo - ha aggiunto Giannarelli - che il porto di Carrara «ha visto ridurre del 45% il traffico commerciale, arrivando alla metà del limite minimo per avere un'Autorità Portuale autonoma. Se quindi il porto commerciale già adesso non serve, perché estenderlo? Qui ci troviamo di fronte all'ennesima speculazione edilizia fatta sulla pelle e sulle tasche dei cittadini che spenderanno per quest'opera oltre 50 milioni di euro».
Matteo Martinelli, consigliere comunale Cinque Stelle a Carrara, rincara la dose: «Il progetto di cui parliamo è arrivato in conferenza capigruppo a Carrara il 27 luglio. Pd e Psi lo vogliono in consiglio comunale entro fine agosto e ancora negli uffici non hanno a disposizione nemmeno il fascicolo di approfondimento tecnico dell'opera. Vogliono un voto alla cieca. Denunciamo lo scandalo di questa accelerazione strumentale, contraria alla base di ogni percorso partecipativo su opere di questa portata: l'informazione della cittadinanza. A pensare male sembra che queste tempistiche siano parte di una strategia precisa, volta a mettere i cittadini davanti ad un fatto compiuto».
Francesco De Pasquale, l’altro consigliere M5S a Carrara aggiunge: «Nel decreto ministeriale di bocciatura è scritto con precisione di evitare ogni intervento sulla foce del Carrione perché aumenterebbe il rischio di alluvioni. Ricordiamo che il ministero dell'Ambiente si è espresso nel 2002, prima delle sette alluvioni che hanno interessato Carrara. Siamo preoccupati per il nostro territorio e segnaliamo che seguendo il principio, espresso dal geologo Caniparoli nella sua perizia giurata, che “non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo” chi voterà per quest'opera rischia reato penale in presenza di disastri simili a quanto avvenuto con l'esondazione del Carrione del novembre 2014».
«Oltre a chiederci – termina Giannarelli – se sia necessaria una valutazione psicologica sul Pd che approva il Pit e qualche mese dopo accellera su un progetto in contrasto con le sue indicazioni, chiederemo al governatore Enrico Rossi - capofila di questa accelerazione estiva - il rispetto della legge regionale sulla partecipazione n° 46-2013 dove si legge che per ogni opera con spese superiori ai 50 milioni di euro è obbligatorio il dibattito pubblico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google