Il Tirreno

Non abusò della figlia, commerciante assolto

Dopo 15 anni, due indagini e decine di udienze l’uomo è stato prosciolto «perché il fatto non sussiste»

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MASSA. «Assolto perché il fatto non sussiste». Con la lettura della sentenza del collegio del tribunale di Massa è finito l’incubo di un commerciante carrarese accusato, per quindici anni, di aver abusato della figlioletta. Una storia tremenda per lui, per la piccola e per tutti i familiari che si sono divisi per prendere le parti dell’uomo o dell’ex moglie, che aveva puntato per prima il dito contro il coniuge dal quale si stava separando.

Il commerciante ha superato i cinquanta anni. Dal 2000 ha passato ogni suo giorno a difendersi da un’accusa pesante: aver abusato sua figlia. In aula gli ha dato una mano lo psicologo che il suo legale, l’avvocato Adriano Martini, ha nominato perito di parte per dimostrare che il suo assistito non avrebbe mai fatto una cosa del genere.

All’epoca dei fatti la piccola aveva solo 6 anni. I genitori si separano e la mamma si accorge che la figlia sta male. I sospetti sul padre si fanno sempre più insistenti, fino alla denuncia. A carico del papà scattano anche alcune perquisizioni: in casa ha materiale che viene considerato pedopornografico. Ma le condizioni per presumere una violenza sulla bimba non ci sono e il procedimento viene archiviato.

La piccola però manifesta il suo disagio, lo evidenzia in comportamenti che alla mamma sembrano preoccupanti. E - soprattutto - rifiuta il padre. Infine lo sfogo: una psicologa segue la bimba, l’aiuta a liberarsi del peso che porta dentro. E lei - almeno stando alla tesi del sostituto procuratore Alessandra Conforti - quel peso, quel terribile segreto, glielo consegna: le racconta le violenze del padre. E questa volta è la specialista a bussare alle porte della procura. L’indagine riparte, con un’altra serie di perquisizioni e interrogatori. Stavolta il pm chiede il rinvio a giudizio e il gup decide che serve il processo. In questi mesi in aula sono sfilate le famiglie degli ex coniugi. Parenti e amici hanno ricostruito quei rapporti che sono andati deteriorandosi. Anche ieri l’udienza era a porte chiuse, ma chi ha assistito all’arringa di Martini ha capito che l’amore per la figlia, nonostante quello che è accaduto, nel commerciante è ancora molto forte. Adesso con questa sentenza forse potrà tornare da lei per cercare di capire come mai ha detto quelle cose dell’uomo che le ha sempre voluto un mondo di bene.

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