Sicurezza
Eaton, assunzioni ferme pressing su Emilio Ricci
Risolto il nodo del secondo ingresso all’area ma il progetto Iglom ritarda Lavoratori sfiduciati, il sindaco: gli impegni vanno rispettati entro fine anno
MASSA. Riunione urgente in Comune a Massa sulla vertenza ex Eaton. Davanti al sindaco Alessandro Volpi i sindacati si dichiarano preoccupati, i lavoratori scalpitano e qualcuno di loro comincia a dire che del progetto di Emilio Ricci, l’imprenditore che ha acquistato parte dei terreni della multinazionale Usa per avviare un’importante reindustrializzazione, non si fida più.
Tempi troppo lunghi di attesa per rispettare gli accordi presi anni fa con sindacati e istituzioni, il diniego all’assunzione dei 73 per mandarli in cassa integrazione in attesa dell’apertura di Iglom; lavori su lavori che stanno ritardando l’avvio della produzione; voci di corridoio preoccupanti sulla tipologia di contratto che la Iglom vorrebbe far firmare ai 73 operai che riusciranno ad entrare in fabbrica e una serie di richieste e di rimandi che stanno facendo perdere le staffe a molti. Non ultimo, il caso del secondo accesso all’area di cui la Iglom necessita, come gli ha intimato l’Agenzia delle Dogane: una piccola lingua di terra che non appartiene all’imprenditore massese, ma al Consorzio Zona industriale. Ricci era stato chiaro durante l’ultimo incontro avvenuto il 27 giugno scorso: senza quel passaggio non si può avviare la produzione, si resta fermi. E dunque niente assunzioni. La palla era passata al comitato tecnico regionale, di cui fa parte anche il comune di Massa, la provincia e il Consorzio Zia e il responso è arrivato due giorni fa. A comunicare la decisione, davanti all’assemblea degli ex lavoratori Eaton, è stato il sindaco Volpi: «Abbiamo detto ok al secondo accesso; il responso del comitato tecnico è arrivato da poco e darà la possibilità a Ricci di avviare la procedura per la permuta. Le obiezioni che erano state poste all’inizio sono state superate».
Iglom avrà, dunque, il suo secondo accesso, necessario per avviare la produzione. Però adesso è tempo di rispettare gli impegni, dicono i segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm, Luisa Petrini, Michele Folloni e Giancarlo Leorin. Il sindaco è d’accordo: «Ora è giunto il momento- dichiara Volpi- di procedere speditamente; noi istituzioni i problemi a Ricci li abbiamo risolti; adesso gli impegni presi da lui vanno chiusi entro fine anno; mi auguro che non ci saranno ulteriori ritardi». Il sindaco è diplomatico, anche se qualcuno dei delegati si aspettavano il polso più duro della politica in questa fase della partita. Però Volpi prende l’occasione in assemblea per strappare un altro incontro: “Chiamerò Ricci prima di ferragosto e gli chiederò di concretizzare gli impegni”.
Gli impegni sono: formazione in aula e in the job per 73 lavoratori ex Eaton a partire da settembre e fino alla fine dell’anno; a gennaio assunzione a tempo indeterminato dei 73 e regolarizzazione dei 40 lavoratori Iglom ( quelli presenti nel primo stabilimento). A chiedere, formalmente, di chiudere a breve la partita delle 73 assunzioni è anche la Regione Toscana, che in un fax al sindaco Volpi ha ribadito la «funzionalità del secondo accesso per Iglom, esclusivamente per permettere l’avvio della produzione e l’assunzione delle maestranze».
Sullo sfondo resta invece la sorte dei 200 lavoratori che non troveranno posto in Iglom. Per loro, le prospettive di ritrovate un impiego sono per ora legate a vaghi progetti di re-industrializzazione di altre aree produttive.
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