Il Tirreno

Slitta all’anno prossimo il nuovo regolamento degli agri marmiferi

di Cinzia Chiappini
Slitta all’anno prossimo il nuovo regolamento degli agri marmiferi

Tempi lunghi per la sentenza sulle cave “beni estimati” Il sindaco: ma dal 2016 tariffe basate sui valori di mercato

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La sentenza della Corte Costituzionale sul comma 2 dell’articolo 32 della legge regionale 35 sulle attività estrattive, quello – per intenderci – che riguarda le cave in regime di beni estimati, non arriverà prima di dicembre. E così il nuovo regolamento degli Agri Marmiferi – che della 34 sarà “figlio” - non sarà varato a ottobre ma probabilmente slitterà al nuovo anno.

Lo ha spiegato il sindaco Angelo Zubbani alle commissioni Marmo, Attività Produttive e Affari Generali precisando che, nel frattempo, l’amministrazione non deve stare con le mani in mano. La stesura del Regolamento può procedere, portando avanti altri punti: «Iniziamo dagli incentivi alla filiera locale e dalla messa a punto di un accordo di programma per capire se le aperture fatte dalle aziende erano concrete o miravano solo a rimandare il più possibile le gare per le concessioni», ha detto Zubbani, confermando la volontà di riaprire il “tavolo del marmo”. «Siamo pronti al confronto ma sia chiaro, la discussione su Beni Estimati e tariffe per noi è chiusa» ha ribadito il sindaco confermando che il 31 dicembre calerà definitivamente il sipario sulla “stagione degli accordi”.

Dall’inizio dell’anno, infatti tutte le 78 cave attive si vedranno applicare le nuove tariffe sulla base del valore medio di mercato dei materiali, individuato cava per cava. «Dobbiamo lavorare per istituire in fretta l’Osservatorio sul marmo, anche se evidentemente non ce la faremo per inizio anno» ha aggiunto Zubbani. Il nuovo istituto, chiamato a individuare il valore di mercato “reale” dei materiali estratti e a ricoprire così un ruolo strategico per l’assegnazione delle tariffe, lavorerà in collaborazione con il Centro Studi di Imm/CarraraFiere, con l’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio e dovrebbe avvalersi anche del supporto dell’Irpet, l’Istituto Regionale per la Programmazione Economica. L’attuazione dei provvedimenti della legge sulle Attività Estrattive non sarà cosa facile, come dimostra la lunga nota partita da piazza Due Giugno alla volta della Regione Toscana e con cui il dirigente del settore Marmo, Marco Tonelli, elenca le problematiche relative all’attuazione della “35”. Oltre a questo lavoro, già di per sé impegnativo, nei prossimi mesi il comune di Carrara sarà chiamato a recepire anche le norme contenute in un altro dispositivo della Regione Toscana, il Piano di indirizzo territoriale (Pit). Anche in questo caso il lavoro è tanto, soprattutto per la stesura dei Piani Attuativi: nel nostro territorio ne sono previsti cinque, uno per ciascuno dei bacini “riconosciuti” dalla Regione (ovvero Pescina-Boccanaglia, Torano-Ravaccione, Fantiscritti, Colonnata e Cambiatta nel bergiolese), ma per compilarli il municipio non ha personale sufficiente.

Così, oltre al potenziamento dell’ufficio Marmo (preferibilmente con personale attinto dalla Provincia, ha spiegato il sindaco) l’amministrazione sta lavorando a un accordo con i professionisti che si sono aggiudicati l’incarico del Piano Operativo Comunale (il “vecchio” Regolamento Urbanistico, la cui variante generale è stata affidata tramite bando a un’associazione temporanea di impresa, guidata dallo studio Vezzosi), per ampliare la collaborazione anche alle questioni ambientali legate al Pit.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca