Il Tirreno

la lettera

Picchia il padre per l’eroina Poi gli chiede scusa

Picchia il padre per l’eroina Poi gli chiede scusa

MASSA. Era stato costretto a denunciare il figlio, anche se non voleva farlo. Nonostante tutto quello che quel giovane - ormai trentenne - gli aveva fatto passare: minacce, percosse, mobili rotti e...

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MASSA. Era stato costretto a denunciare il figlio, anche se non voleva farlo. Nonostante tutto quello che quel giovane - ormai trentenne - gli aveva fatto passare: minacce, percosse, mobili rotti e un’angoscia che non lo abbandonava mai. E tutto per l’eroina, una compagna di vita che aveva rovinato il rapporto tra i due. Ora il trentenne rischia il carcere e probabilmente in cella perderebbe anche quelle poche probabilità che ha di uscire dal giro della droga. Così lo stesso padre, insieme all’avvocato che difende il giovane, hanno trovato un modo per convincere il giudice a concedere tutte le attenuanti possibili per evitare una pena che apra le porte del carcere. Quale? Una lettera di scuse al genitore che l’imputato si impegna a leggere in aula quando ci sarà udienza dopo la pausa estiva. Non si tratta di un escamotage, bensì di un pentimento vero come si capisce dalle parole che il trentenne ha scritto di proprio pugno interrompendosi più volte per il groppo alla gola che gli provocava il ricordo di quello che aveva fatto al padre.

Una vicenda iniziata cinque anni fa, a causa di una amica che il giovane frequentava. Lei faceva uso di stupefacenti e lo ha fatto piombare in quel mondo. La trasformazione è stata lenta ma inesorabile, prima le assenze da casa, poi la perdita del lavoro, infine la scoperta di cosa c’era dietro a quel comportamento tanto strano. Il padre ha provato a salvare il figlio, ma non c’è riuscito. Anzi è diventato la vittima del ragazzo: liti continue, mobili rotti, bastava negargli i soldi per la dose quotidiana. Anche perché la pensione non bastava, tra affitto, bollette e spesa se ne andavano via subito quelle poche centinaia di euro.

Dopo l’ennesima lite, l’anziano stufo delle percosse subite ha confessato tutto ai medici che lo stavano medicando. E così la vicenda è stata segnalata alle forze dell’ordine, che hanno denunciato il trentenne. Come stalker, non per maltrattamenti in famiglia. È stato allontanato e da allora ha iniziato un percorso di recupero, che la lettera dove chiede perdono potrebbe completare.

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di Redazione web