Trasporti
«Ma il danno erariale c’è stato»
Claudia Bienaimè critica la sentenza e attacca ancora i dirigenti del Comune
CARRARA. «Qui siamo di fronte a un caso di trasandatezza e incompetenza politica. Il giudice, a nostro avviso ha preso un grosso abbaglio sposando la linea difensiva». A parlare è Claudia Bienaimè, consigliera comunale che insieme all’associazione Oro Bianco aveva provato a costituirsi parte civile nel processo sulla tassa marmi, in cui erano indagate quindici persone, fra politici e imprenditori del marmo.
Richiesta respinta dal gup, Antonia Aracri, dal momento che l’associazione si era costituita a indagini concluse. Ma la Bienaimè non ha mai mollato la presa e continua a portare avanti la sua battaglia. «Le cave - commenta - sono un patrimonio indisponibile dello Stato, quindi della collettività. Ma nessuno si comporta come se lo fossero».
La consigliera non entra nel merito della sentenza: «Non so quale sia il reato - commenta - Certo non è facile dimostrare che ci sia stato effettivamente un arricchimento personale. Quello che è certo è che le varie amministrazioni, ma questa in particolare, hanno provocato un enorme danno erariale. Hanno sempre saputo infatti che la tassa marmi era illegittima, ma hanno continuato a farla pagare portando la Corte di giustizia europea a doversi esprimere». «Se hanno perso il ricorso al Tar poi- continua - è perché non hanno comunicato la cessione dell’accordo. E’ come se io avessi un contratto di affitto con una persona e lo disdico senza comunicarglielo. Questa è incompetenza. E sono quegli stessi dirigenti che si sono dati l’aumento come premio per il loro lavoro».
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