Attenzione
Giro di vite alle piscine private a Ronchi
Autorizzate solo in terreni di oltre 5.000 metri quadrati, esclusi gli hotel. «Sono un rischio idraulico»
MASSA. All’interno di una lunga porzione di territorio, la fascia che va dall’autostrada fino al mare, non sarà permesso costruire piscine, se non a chi possiede un terreno di 5.000 metri quadrati. È scritto nero su bianco nel nuovo Regolamento urbanistico, appena adottato dal consiglio comunale; una scelta che non piace ai cittadini più abbienti, per chi, cioè, la piscina se la potrebbe permettere. Ma l’amministrazione ha argomentato la decisione tornando sulle ormai note carte del rischio: «La scelta si è resa necessaria- ha spiegato l’architetto Franco Lorenzani- per impedire che nella zona dei Ronchi, l’unica da cui provengono le richieste per la costruzione di piscine, ci fosse un proliferare di queste strutture che, purtroppo, il terreno in questione non può reggere».
In pratica, spiegano i tecnici, ai Ronchi la popolazione vive da sempre il problema delle acque stagnanti, e per molteplici motivi, legati al sistema idrico, la costruzione di piscine sarebbe pericolosa e dannosa per l’intera comunità. «I 5.000 metri quadrati- continua Lorenzani- a noi sono sembrati un deterrente per evitare che chiunque ai Ronchi potesse chiedere i permessi per farsi la piscina». Da questo provvedimento, però, il comune ha escluso gli hotel, che in questa stessa fascia possono costruire la propria piscina, anche in assenza di quella metratura di terreno. Inoltre, visto che il problema potrebbe nascere solamente ai Ronchi, il comune è disposto ad accettare per altre zone, e in sede di osservazioni, progetti che mitighino il drastico provvedimento. (mda )
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