Il Tirreno

IN LUNIGIANA

Emergenza cinghiali parte la controffensiva

Contromisure per limitare i danni causati dai cinghiali alle coltivazioni agricole: una emergenza che in Lunigiana e nella limitrofa Garfagnana è sempre presente

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LUNIGIANA. Contromisure per limitare i danni causati dai cinghiali alle coltivazioni agricole: una emergenza che in Lunigiana e nella limitrofa Garfagnana è sempre presente.
Da ieri è iniziata una grossa mobilitazione da parte della Cia (Confederazione italiana agricoltori) della Toscana per l'emergenza ungulati che devastano le coltivazioni.
I rappresentanti della Cia, in primis il vice presidente e coordinatore della Toscana Nord, il fivizzanese Vittorio Marcelli, saranno mobilitati nell'incontrare le istituzioni sia a livello regionale che provinciale per discutere del devastante problema.
Marcelli ha inoltre scritto a tutti i sindaci della Lunigiana. «Caro sindaco - si legge nel documento - con la presente ti invio il testo approvato dalla direzione nazionale della Confederazione italiana agricoltori, relativo ai danni subiti dagli agricoltori da parte degli ungulati. La problematica da anni purtroppo molto discussa, ma mai risolta, riveste oggi per il mondo agricolo una importanza vitale. Chiedo, per quanto sopra, una condivisione politica necessaria per rafforzare le azioni che la nostra Confederazione metterà in campo nei prossimi mesi».
E l'emergenza di cui si parla, così come relazione la Cia, riguarda oltre 500mila ungulati che devastano ogni giorno le produzioni toscane per danni da milioni di euro all’anno.
Tanto che Luca Brunelli, presidente Cia Toscana, dichiara «è un tema da non sottovalutare e da non delegare».
Insomma un'emergenza senza fine in Toscana che nel dettaglio vede «20 cinghiali ogni 100 ettari mentre il Piano faunistico regionale ne prevede 0,5-5 capi per lo stesso territorio - scrive la Cia - per ogni agricoltore ci sono 5 capi di ungulati, un carico quasi raddoppiato in cinque anni, con danni produttivi ormai incalcolabili, se si pensa che gli Atc hanno accertato 10 milioni di euro di danni in 5 anni, a cui vanno aggiunti danni economici e imprenditoriali assai superiori».
Per la Cia non c'è più un secondo da perdere per fare cessare questo disastro tanto che proseguendo la propria mobilitazione aderisce allo stato di agitazione della categoria indetto dalla direzione nazionale ribadendo il proprio impegno per sollecitare risposte adeguate e tempestive da parte delle Istituzioni nazionali e regionali.
Da qui la partenza da ieri in tutta la Toscana della mobilitazione per portare all’attenzione delle istituzione e dell’opinione pubblica, ancor più di adesso, l’emergenza ungulati, che da anni, troppi anni sta affliggendo gli agricoltori toscani.
 

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