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Sagevan, 8 milioni e mezzo di utile netto

Sagevan, 8 milioni e mezzo di utile netto

Nel bilancio dell’azienda si parla della verifica della Guardia di finanza che ha contestato un’evasione di 64 milioni

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CARRARA. Un utile netto di 8 milioni e mezzo di euro (8.476.460 per la precisione): l’anno precedente, ossia nel 2013, gli utili si erano fermato a 5 milioni 253mila euro.

E ancora dodici milioni e mezzo di fatturato, al lordo, prima del pagamento delle tasse. Un valore di azienda di 150 milioni di euro. E 64 milioni di evasione fiscale contestati dalla Guardia di Finanza per gli anni che vanno dal 2009 al 2013.

Questi i grandi numeri di una delle più grosse aziende del marmo del comprensorio apuano, la Sagevan.

I mercati. Nella relazione sulla gestione pubblicata insieme al blancio si legge «che la domanda di marmi di qualità come quelli commercializzati dalla Sagevan Marmi srl si mantiene su ottimi livelli. Il buon andamento è confermato anche dai primi dati consuntivi del 2015 che mostrano un incremento dei ricavi rispetto a quelli, già ottimi, dell’esercizio precedente».

«Naturalmente i mercati di riferimento permangono quelli esteri, soprattutto Emirati Arabi, Cina e Stati Uniti. Si rileva tuttavia anche un’interessante incremento del fatturato interno - prosegue la relazione - Sostanzialmente il volume d’affari relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre del 2014 vede una prevalenza delle operazioni extra UE, pari a circa 12.479.000, seguita da quelle Italia pari a circa 9.000.000 e da quelle UE pari a circa 680.000 euro».

La contestazione della Guardia di Finanza: 68 milioni di presuta evasione. L’unica posizione di rischio potenziale è rappresentata dai possibili effetti della verifica operata dalla Guardia di Finanza.

Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre del 2014 la società è stata oggetto di una verifica fiscale da parte del Nucleo Polizia tributaria di Massa Carrara per le annualità che vanno dal 2009 al 2013.

«Il 23 ottobre dello scorso anno - si legge nella relazione di gestione che accompagna il bilancio- è stato notificato alla società un processo verbale di costatazione portante maggiori ricavi per complessivi 64 milioni di euro».

L’organo amministrativo della società annuncia l’intenzione «di ricorrere alla giustizia tributaria e quindi non ha ritenuto di dover procedere ad operare alcun accantonamento in bilancio - prosegue la nota - In particolare, i consulenti incaricati hanno sottolineato che i rilievi mossi a conclusione della verifica si sostanziano in una revisione dei prezzi di cessione mediante utilizzo di un metodo induttivo, determinato sulla base di elementi individuati al di fuori della sfera giuridica della società. Per tale motivo, i consulenti hanno avviato un dialogo con l’agenzia delle entrate al fine di far valere le ragioni di diritto che contrastano la pretesa potenziale».

«Alla data di formazione del bilancio 2014, non sono ancora noti gli esiti delle trattative in corso - continua la nota - e, dunque, non si può escludere che la società debba sostenere le proprie ragioni in sede giurisdizionale».

In sostanza la Sagevan è pronta a ricorrere a vie legali per contestare quanto rilevato, in materia di presunta evasione fiscale, dalle verifiche effettuate dalle Fiamme Gialle. Tanto che i 64 milioni contestati dalla Finanza non sono stati accantonati nel bilancio.

Un’azienda dai grandi numeri. Un colosso del marmo, del marmo più pregiato. Una delle ditte carraresi conosciute a livello mondiale per il marmo statuario

E, soprattutto, un’azienda dai grandi numeri.

«La struttura della società si presenta solida e certamente rafforzata dal risultato dell’esercizio trascorso - continua la relazione - Il patrimonio netto, dato dalla somma del capitale sociale e delle riserve accantonate negli scorsi periodi, è pari a 27.523.350 euro, e garantisce alla società il necessario autofinanziamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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