Il Tirreno

Ecologisti e cittadini contro il Waterfront

Ecologisti e cittadini contro il Waterfront

Mercoledì la presentazione del progetto. Le associazioni del territorio annunciano una protesta

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CARRARA. «E' un progetto fallimentare e pericoloso. Va fermato». Non è una voce sola, ma un coro di no quello che si è alzato contro il Waterfront, progetto da decine di milioni di euro che il Comune partoriva da tempo e che adesso sembra essere veramente al giro di boa, con la sottoscrizione in Regione dell'accordo di pianificazione per la variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico e per l'approvazione del piano regolatore portuale di Marina di Carrara.

Les jeux son faits e mercoledì il progetto verrà presentato presso l'Autorità Portuale, ma non senza polemiche. È prevista infatti una contestazione di numerosi gruppi e associazioni che in queste settimane hanno fatto rete per opporsi al progetto. «Non sappiamo ancora - dicono i vari gruppi - se sarà un presidio o se semplicemente parteciperemo all'incontro per dire la nostra». Sta di fatto che mercoledì mattina, alle 10, saranno lì, al porto, per manifestare il proprio dissenso. Nelle forme e nelle modalità che decideranno in questi giorni di assemblee (l’ultima si è tenuta proprio ieri sera in piazza Gramsci a Carrara, ndr).

Sono tanti a non volere l'ampliamento del porto. C’è l’Assemblea permanente, Legambiente, l'associazione Amare Marina, Italia Nostra, il Movimento cinque stelle, il Collettivo Harlock. «Non è bastato il fallimento prevedibile sui bandi europei che rese evidente la natura propagandistica del progetto sul fronte mare - fa sapere quest'ultimo collettivo, in una nota - già a suo tempo, quando il progetto fu front image della campagna elettorale zubbaniana. Ci risiamo, si estrae la stessa carta anche oggi, a finitura del rimaquillage di una giunta incapace di garantire la sicurezza del territorio che amministra (si pensi alle alluvioni, agli asili che cadono in testa ai bambini, alle scuole in condizioni strutturali inaccettabili, ai teatri sigillati dalla procura, alle biblioteche chiuse o inefficienti), e che si concentra su ciò che sa fare meglio: gettare fumo negli occhi dei meno critici, profetizzando scenari di ripresa nel terziario da Costa Azzurra, con il solo scopo reale di ristabilire equilibri di potere tra i poli che si spartiscono il controllo e lo sfruttamento del territorio e delle sue risorse».

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