Sicurezza
Marina di Massa: «Né droga né alcol», l’ira dei commercianti
Il presidente del Ccn Gassani replica alle accuse: «Marina è tranquilla, da noi le famiglie possono rilassarsi e passeggiare senza alcun problema»
MARINA DI MASSA. «La situazione non è così grave, almeno nel centro di Marina. Allarmare le persone descrivendo orde di giovani in preda dei fumi dell’alcol e della droga è controproducente per la nostra economia. Non diamo il benvenuto ai turisti, in questo modo gli diciamo chiaramente di non mettere piede dalle nostre parti. Mi chiedo soltanto perché?». A parlare è Maurizio Gassani, presidente del Centro commerciale naturale e titolare del ristorante Il Farfarello. Parla a nome decolleghi e si fa supportare da uno che la movida la conosce bene, Andrea Cherubini del Cocomania. «Se vogliono fare di Marina di Massa un dormitorio - spiegano - ce lo dicano chiaramente perché noi non ci stiamo. Qui vengono le famiglie, non c’è nessun problema. A Marina non ci sono accoltellamenti, non ci sono inseguimenti e ci si può rilassare. Credo ci siano degli interessi dietro a questo allarmismo che non ha alcuna ragione di essere. Già la stagione è difficile, se diciamo che c’è pure un pericolo per la sicurezza non viene più nessuno».
Cherubini, che di giovani ne fa ballare e divertire a migliaia tutte le settimane nel suo locale, interviene sull’abuso di alcolici: «Nei locali non è possibile servire da bere ai minorenni, quindi non è colpa nostra. Ma c’è di più perché noi abbiamo un servizio di sorveglianza interna che ci segnala ogni tipo di anomalia. Quello che ho visto sui giornali non lo riscontro nella realtà. Stiamo passando un’estate tranquilla, vogliamo poter lavorare in santa pace. Ma in questo modo non possiamo farlo: già dobbiamo subire i controlli praticamente giornalieri di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Nonostante questo c’è ancora chi dice che la movida non è sicura. Adesso basta».
La protesta di Gassani e dei commercianti marinelli nasce dagli esposti presentati da turisti e residenti a polizia e carabinieri. Con tanto di foto è stato documentato quello che accade di notte nelle zone più periferiche. Con ragazzini che bevono fino a sentirsi male e spacciatori che vendono la droga senza avere neppure il pudore di nascondersi agli occhi della gente: «Ma noi con questa storia non c’entriamo - conclude il presidente del centro commerciale naturale -. Noi stiamo tentando di fare il nostro lavoro. Accontentando i turisti e i residenti. Ripeto a Marina ci passano le vacanze le famiglie con i bambini, se noi diamo un’immagine distorta della nostra zona rischiamo di perdere una clientela che abbiamo fidelizzato con anni e anni di sacrifici. Non ci sono ragazzini ubriachi, non ci sono spacciatori, non c’è niente di tutto questo. Io parlo di Marina, se poi questo avviene alla Partaccia o altrove è compito delle forze dell’ordine provvedere. Ma non si tiri in mezzo questa zona perché si reca un danno all’economia ancora fragile dopo la crisi che ci ha colpito in questi anni». Gli esposti però parlano chiaro, ancor più chiaro le fotografie pubblicate dal Tirreno.
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