Finanza
Centro per l’impiego, a rischio il personale
Rifondazione lancia l’allarme: «La Regione assorbirà le funzioni, ma non tutti i lavoratori»
MASSA. «La Regione, nella precedente legislatura, si era impegnata a considerare la problematica legata ai centri per l'impiego nella sua interezza interessando tutti i lavoratori indipendentemente dalle caratteristiche del contratto di lavoro, quindi chiediamo che si apra al più presto un tavolo tra i lavoratori precari degli appalti e degli affidamenti esterni, le istituzioni locali e i sindacati al fine di trovare una soluzione che permetta a questi lavoratori di trovare una continuità lavorativa». A parlare è Nicola Cavazzuti, consigliere comunale di Rifondazione comunista. E il tema è il lavoro, in particolare quello, a rischio, del centro per l'impiego della Provincia di Massa Carrara. Una sorte simile la vivono tutti gli altri centri per l’impiego toscani, dopo la riorganizzazione mal riuscita delle Province italiane firmata Delrio. Il lavoro, infatti, è una delle funzioni che verranno presto assorbite dalla Regione, in modalità e tempi ancora non noti. In questa fase di transizione a rischio però ci sono i lavoratori con le loro relative funzioni.
Con l'ultimo bilancio la Regione ha dato una boccata di ossigeno ai lavoratori, inserendo finanziamenti che permetteranno di prolungare di un altro anno i contratti a tempo determinato in scadenza per i lavoratori del centro dell'impiego (vicenda che in modo particolare coinvolge le strutture di Massa Carrara e Pistoia).
Tuttavia queste risorse non verranno impiegate per i contratti d'appalto o contratti di lavoro atipici, che non sono pochi: solo a Massa sono 17. Diciassette persone che rischiano di rimanere a casa con le relative funzioni, che spesso sono anche quelle fondamentili. Sono infatti loro a occuparsi di formazione e di eleborazione domande di disoccupazione.
«Molti di loro oramai prestano servizio da decine di anni - spiega Cavazzuti - integrando il prezioso lavoro dei dipendenti, sempre con contratti precari. Per questi lavoratori il futuro è buio, molto buio, ancora pochi mesi di appalto e poi per loro si chiude ogni possibilità di continuazione di lavoro. Rifondazione Comunista- continua - è consapevole della precarietà del mondo del lavoro, anche a seguito dell'entrata in vigore del Jobs Act, e quanto i lavoratori precari rappresentino oggi l'avanguardia della assenza di diritti, sia nel settore pubblico che privato».
Ancora non è noto, dicevamo, come verrà assorbita la funzione dalla Regione. Rifondazione comunista, intanto, chiede di «non dimenticare questi lavoratori e di non escludere una loro internalizzazione nella nascente Agenzia Regionale che garantisca la continuità di erogazione dei servizi». m.c.
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