La manifestazione
Massa, oltre cento case e una nuova via, il quartiere di Quercioli in rivolta
Centocinquanta persone all’assemblea pubblica: il comitato raccoglie le firme contro il regolamento
MASSA. La politica - sarebbe ingenuo e miope negarlo - c’è eccome. Ma ci sono anche i cittadini, gli uomini e le donne di Quercioli: chi ha un interesse in ballo, chi ha a cuore un luogo in cui è nato e cresciuto.
Il comitato civico convoca un’assemblea pubblica, martedì sera 28 luglio, e il quartiere risponde con 150 persone raccolte nel salone parrocchiale: sono così tante che parecchie stanno in piedi, qualcuno è persino fuori dalla porta. Si parla del nuovo regolamento urbanistica, appena approvato dal consiglio comunale. Un atto che consente - ma l’iter non è ancora concluso - la realizzazione di 106 case e di una strada che da via dell’Acqua (con imbocco in via Carducci) arrivi fino a viale della Repubblica, all’altezza della trattoria Rocchino. Intervento previsto in perequazione: tu costruisci - per spiegare il concetto - e in cambio crei un pezzo d ella fatidica nuova strada. Un asse completamente asservito - è l’accusa del comitato presieduto da Maria Rosa Baldini - alla nuova edificazione. I cittadini si preparano alla fase B: non solo stesura, con la collaborazione dei tecnici, delle osservazioni da presentare al regolamento, ma - e questo è l’obbiettivo più ambizioso - tentativo di azzerrare completamente i progetti urbanistici su Quercioli. Ed è con quella finalità che parte una raccolta firme: martedì sera cento persone mettono nero su bianco la loro adesione al comitato. Saranno loro, il 6 agosto, a fare il punto e a definire un programma per una più capillare raccolta firme che si estenda oltre al quartiere. Autografi che, accompagnati ad una petizione, arriveranno - spiega il comitato - fin sulla scrivania del sindaco Alessandro Volpi.
All’assemblea partecipano anche Stefano Alberti e Dina Dell’Ertole (entrambi Pd), c’è anche Simone Ortori: sono loro i tre firmatari di un emendamento che puntava a depennare dal regolamento ogni intervento edificatorio di Quercioli. Ma i numeri non hanno dato ragione ai tre: per un solo voto, il consiglio comunale non ha accolto l’emendamento. È lo stesso Alberti, residente di Quercioli, in prima fila all’assemblea, a tradurre l’operazione in cifre: «8.000 metri quadrati di nuova edificazione, 9.000 di tracciato viario (la contestata strada ndr), 3.000 metri quadrati di parcheggi a servizio delle nuove case. Così - è la sintesi - si violenta un quartiere».
All’assemblea c’è anche Dina Dell’Ertole: «L’incontro è stato pacato, i toni corretti, i partecipanti erano mossi dalla volontà di conoscere e di essere informati e partecipi. Io sono del parere che su Quercioli si stia proponendo un’operazione stile Puliche negli anni ’80, il territorio non è in grado di reggere un intervento di questo genere».
E ne è convinto anche Massimo Baldini, sostenitore del comitato dalla prima ora: «Non ha senso un’asse viario che si chiude con il collo di bottiglia di via dell’Acqua, stretta e a senso unico. Una strada del genere ha l’unico effetto di tagliare in due il quartiere. Perché piuttosto - e questa è la proposta condivisa dalla maggioranza dei residenti - non pensiamo ad una riorganizzazione della viabilità. Sono anni che Qurcioli la chiede - aggiunge Baldini - senza aver avuto risposte. Nella zona non servono case, ce ne sono già molte, servono piuttosto servizi».
I servizi, appunto, tema centrale dell’assemblea pubblica. I toni sono pacati, ma la motivazione non manca tanto che qualcuno va oltre la petizione e la raccolta firma e ventila persino l’ipotesi della lista civica. Il prossimo appuntamento è il 6 agosto e lo scoglio sono le osservazioni da presentare al nuovo strumento urbanistico. È su quel campo che ora si gioca la partita.
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