Il Tirreno

«Morìa di pesci: il depuratore non c’entra»

di Melania Carnevali
«Morìa di pesci: il depuratore non c’entra»

Benedetti denuncia l’inquinamento al Lavello. Gaia risponde con dati e ironia: «Aiutaci a controllare»

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MASSA. «La fuoruscita di acque da un depuratore, anche di notte, non è un evento sospetto, ma fa parte del suo ordinario funzionamento». Così Gaia risponde al consigliere comunale Stefano Benedetti, di Forza Italia, il quale nei giorni scorsi era intervenuto sul caso della morìa dei pesci alla foce del Lavello, sostenendo che la causa provenisse dal nuovo depuratore all’ex Cersam «che non funziona».

Non si è fatta attendere la risposta della società che gestisce il servizio idrico, che interviene chiarendo che, per quanto riguarda quella zona, «esiste un sistema di laminazione delle portate, per cui una parte delle acque che affluiscono di giorno vengono immagazzinate in una vasca apposita, per essere poi trattate e rilasciate di notte». Una fuoriuscita quindi è normale e, sopratttto, non può aver causato la morìa di pesci.

«Escludiamo nella maniera più decisa che notte tempo vengano effettuate manovre particolari che incrementerebbero la portata rilasciando liquami non trattati o trattati solo parzialmente.-aggiungono da Gaia - Questo potrebbe eventualmente accadere solo quando, nei momenti di precipitazioni particolarmente intense, la portata affluente supera il limite idraulico di rischio per l’impianto, ma anche questa situazione è prevista dalla normativa vigente, ed è legata quindi alle condizioni climatiche, indipendentemente che sia giorno o notte». L’impianto - assicurano - «è costantemente controllato, anche da Arpat».

Non è la prima volta che il consigliere forzista interviene per denunciare casi di inquinamento nel Lavello. L’ultima, appunto, in questi giorni quando Benedetti ha proposto, provocatoriamente, di controllare lui stesso il depuratore. Provocazione accolta da Gaia; «Per fugare ogni dubbio – ironizza infatti la società - saremmo comunque felici di poter collaborare con Benedetti nelle sue osservazioni notturne, il quale se avesse il servizio di emergenza di Gaia, attivo 24 ore su 24 sarebbe stato tempestivamente raggiunto dagli addetti in servizio di reperibilità, in grado di supervisionare come necessario il depuratore, e potrebbero osservare insieme in tempo reale eventuali anomalie dello scarico, e procedere il più tempestivamente possibile all’individuazione delle cause e all’adozione dei rimedi più opportuni».

Sul caso è intervenuta anche Arpat informando che «rispetto al passato la situazione è, in generale, migliorata nella gestione dei depuratori della costa massese: Querce, Lavello, Lavello II (ex-Cersam), Fossa Maestra». Nel 2014 l’agenzia ha effettuato 87 controlli analitici degli scarichi ai 4 depuratori rilevando in totale 14 sanzioni (di cui 9 al depuratore Lavello); mentre nel 2015, ad oggi, i controlli fatti sono 48 e le irregolarità solo 2.

Gaia intanto informa che il trattamento delle acque reflue all’impianto delle Querce è stato sospeso e che questo è già in via di svuotamento, pulizia e bonifica. «Resta solo un’unica vasca ancora in stand-by dove la biomassa viene mantenuta attiva in via del tutto cautelativa, per una riattivazione d’emergenza dell’impianto qualora dovessero verificarsi problemi presso Lavello 2», informa la società, che aggiunge: «Ma dalle analisi sul Lavello 2 emergono prestazioni molto buone e dell’impianto: tale quadro, assai confortante, rafforza la convinzione che la morìa di pesci rilevata verso la foce del Fosso Lavello non dipenda da un malfunzionamento dell’impianto, che le analisi escludono, ma dal problema, non infrequente in estate, di una drastica riduzione sia delle acque che scorrono nei corpi idrici recettori, sia dall’ossigeno lì disciolto». Come il Tirreno aveva già anticipato.

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