Il Tirreno

LA QUESTURA

«La scadenza era maggio, il rischio è la denuncia»

«La scadenza era maggio, il rischio è la denuncia»

MASSA CARRARA. «Ne abbiamo contattati circa un terzo di detentori di armi, qualcuno lo abbiamo denunciato perché non sapeva che fine avessero fatto pistole e fucili. Dispiace quando si arriva a...

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MASSA CARRARA. «Ne abbiamo contattati circa un terzo di detentori di armi, qualcuno lo abbiamo denunciato perché non sapeva che fine avessero fatto pistole e fucili. Dispiace quando si arriva a questi punti perché la volontà è di regolarizzare le posizioni, non di mandare sotto processo le persone. Però la legge è questa, dobbiamo applicarla e lo stiamo facendo cercando di venire incontro ai tanti anziani che abitano nella provincia apuana». A parlare è Claudio Martini, responsabile dell’ufficio armi della questura di MAssa. Lui e i suoi collaboratori si stanno occupando di questa patata bollente, è proprio il caso di dirlo, estiva. «Abbiamo contattato un terzo delle persone che ci risultano avere in casa un’arma da fuoco e abbiamo spiegato la situazione. Chi non sapeva dove si trovava la pistola piuttosto che il fucile abbiamo dovuto denunciarla, gli altri sono stati collaborativi». Perché la denuncia scatta quando si trova cun muro dall’altra parte, capita per esempio che ci sono degli eredi che non vogliono saperne di dare una mano a ritrovare l’arma di papà perché non vogliono perdere tempo. «Non sanno - continua Martini - che ne rispondono loro. Se nella nostra banca dati risulta un’arma dobbiamo per forza procedere».

Il certificato medico poi non è l’unica soluzione che viene prospettata, anche perché costa un centinaio di euro: «Assolutamente no, per mettersi in regola si può cedere l’arma oppure rottamarla. Per la cessione occorre venire in questura, per la rottamazione invece non c’è alcun problema perché siamo noi ad andare a domicilio, prendiamo possesso e poi provvediamo allo smaltimento. Ripeto, non c’è alcuna intenzione di spaventare la gente, siamo disponibili se troviamo collaborazione».

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