Tragedia al materno infantile, l'Asl spiega: il bimbo è nato morto
L'azienda sanitaria esclude l'errore umano e spiega che il neonato ha smesso di respirare nella pancia della mamma per un distacco improvviso della placenta. Ma sul caso farà luce la magistratura
MASSA. Sul caso del neonato morto al reparto materno infantile, domenica 26 luglio, interviene, con una nota ufficiale, il primario Antonio Ragusa. Esprime massima fiducia "nel compito della Magistratura di verificare possibili eventuali responsalità e vicinanza alla famiglia, comprendendo il dolore vissuto in questo tragico momento".
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Poi il medico fa una serie di precisazioni su quanto accaduto: "Dalle verifiche interne, già effettuate, si è potuto constatare che il neonato non è morto “dopo il cesareo” ma prima, a causa di un distacco massivo di placenta.
Il distacco massivo di placenta può portare anche ad un evento avverso nei confronti della madre. Dal momento in cui la signora è giunta nel nostro pronto soccorso sono stati eseguiti tutti gli accertamenti necessari che hanno consentito la diagnosi. Tutte le procedure sono state eseguite secondo i protocolli previsti in questi casi.
Nonostante i tentativi di rianimazione, da parte dei neonatologi e degli anestesisti presenti, praticati con tutte le tecniche possibili, non è stato possibile salvare il neonato.L' evento che si è verificato è stato imprevedibile e imprevenibile."
La mamma - per ricostruire la vicenda - è una donna di 26 anni, alla prima gravidanza: ha accusato dolori, è stato diagnosticato il distacco e praticato il cesareo. Sull'evento farà comunque luce la magistratura.
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