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LAVORI

Teatrino dei Servi, ecco i soldi per il restauro

di Manuela D’Angelo
Teatrino dei Servi, ecco i soldi per il restauro

Massa, c’è da rifare completamente il tetto: stanziati 240.000 euro in bilancio. Il consigliere Ortori polemizza: «È normale rifare lavori dopo pochi anni?»

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MASSA. Il Comune è riuscito a reperire 240 mila euro per sistemare il tetto del teatrino dei Servi, a rischio crollo: i soldi sono stati inseriti nel piano triennale degli investimenti e, con grande ottimismo, il vicesindaco Uilian Berti, anche assessore ai lavori pubblici, conta l’apertura dei cantieri entro l’autunno prossimo. I lavori saranno di un certo peso: i 240 mila euro serviranno per rifare totalmente il tetto del teatro che rischia di venire giù, a causa della trave portante avallata.

Il tetto, spiega l’assessore Berti, è di legno e “vecchiotto”, impossibile ristrutturarlo. Dopo numerose perizie e l’aiuto dell’Università di Pisa, si è capito che sarebbe stato necessario “scoperchiare” il teatrino e ricostruire il tetto ex novo. Il Comune aspetta di approvare il bilancio di previsione, obbligatorio entro il 31 luglio con il piano di investimenti e potrà dare il via libera alla realizzazione del progetto esecutivo, alla gara e all’avvio dei lavori. Una buona notizia, certamente, visto che il teatrino dei Servi era uno dei pochi spazi pubblici che potevano essere concessi ai giovani e alle associazioni, per spettacoli e incontri; una location un po’ meno impegnativa del teatro Guglielmi, per spazio e numero di spettatori, e anche meno costosa. Era stato, tra l’altro, in questi anni, fulcro di importanti manifestazioni, e aveva sostituito il Guglielmi, durante il restauro, per la stagione di prosa.

Insomma: i cittadini, al teatrino dei Servi di via Palestro, sono affezionati. Anche lui, però, come il Guglielmi, ne ha passate parecchie: fu oggetto di una importante ristrutturazione globale al tempo della seconda amministrazione Pucci (1998-2003) e rimase chiuso per lavori molti anni; sempre sotto Pucci, il teatrino riaprì con grande gioia della popolazione, completamente ristrutturato, ma senza bar (quei lavori furono appaltati dalla giunta Neri nel 2003); rimase attivo per tutti gli anni di amministrazione Neri e durante la terza amministrazione Pucci (2008-2013). Nei i primi mesi di amministrazione Volpi (2014), qualcuno si accorse che al teatrino mancava l’impianto di aerazione e l’assessore Mauro Fiori, pochi mesi dopo il suo insediamento, decise per la chiusura temporanea dei Servi, per permettere l’installazione dell’impianto.

Quando i tecnici iniziarono i lavori, che sarebbero dovuti durare pochi giorni, scoprirono una sospetta magagna nella struttura: una trave portante del soffitto piegata. Risultato: teatrino chiuso fino al reperimento delle risorse necessarie per ristrutturarlo, risorse che sono state trovate in questi giorni.

Non è soddisfatto di come sono andate le cose, però, il presidente della commissione lavori pubblici Simone Ortori: «Non che quei soldi non dovessero essere stanziati, ma perché la commissione non deve mai intervenire su certe scelte così importanti per la città? Avevo già proposto un registro delle opere pubbliche, per trasparenza. Siamo costretti ad intervenire nuovamente su una struttura per la quale già spendemmo soldi pubblici. Fossimo una società privata, prima di rimettercene altri, avremmo già chiamato a rapporto la ditta e i progettisti che realizzarono l’opera, chiedendogli se considerano normale che dopo una manciata di anni si debba rimettere mano al tetto. Secondo noi non è normale- conclude Ortori- e gli enti pubblici su queste cose dovrebbero cambiare».

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