Il Tirreno

Water front, stamani la firma a Firenze

Il dissenso di Amare Marina: «Non servono progetti milionari e devastanti e invasione di cemento»

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MARINA DI CARRARA. Ci siamo. Dopo gli annunci, la firma. Sarà sottoscritto stamani a Firenze, in Regione, l'accordo di pianificazione per la variante al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico e per l'approvazione del Piano Regolatore Portuale di Marina di Carrara. L’avvio del water front insomma.

A firmarlo saranno l'assessore alle infrastrutture, mobilità e urbanistica Vincenzo Ceccarelli insieme al sindaco Angelo Zubbani, al presidente della Provincia Narciso Buffoni e il presidente dell'Autorità portuale di Marina di Carrara Francesco Messineo.

Tutto rosa e fiori per l’investimento da alcune decine di milioni che cambierà Marina? Non proprio. Ci sono voci di dissenso, come quella dell’associazione Amare Marina. Scrivono la presidente Dariella Piolanti e la vice Carla Gianfranceschi. «Ha il sindaco a dire che Marina di Carrara con la realizzazione del water-front e l'ampliamento del porto commerciale, cambierà look, perché lo cambierà eccome, ma in peggio. Per migliorare Marina di Carrara, non servono progetti miliardari e devastanti, miliardi che non sono poi altro che soldi che escono dalle tasche dei contribuenti. Non serve stravolgere la natura di un luogo e inondarlo di metri cubi di cemento. Quando si ha veramente a cuore un luogo come se fosse proprio, basta dedicargli attenzione quotidiana per renderlo vivibile decentemente per i cittadini che pagano le tasse e attraente per i turisti. Non occorrono opere costose e inutili , ma solo quella vera attenzione che scaturisce per l'amore per la propria terra, per la propria città, per la città che si amministra»

E si sinsiste: «Queste piccole grandi attenzioni quotidiane sono dovute ai cittadini, per rispetto loro, l'Autorità Portuale non dimostra questo rispetto quando non si prende cura delle aree di sua pertinenza e di cui usufruisce un vasto pubblico.. E per rispetto dei cittadini bisogna tener conto della loro volontà. Promuovere l'ampliamento del porto tramite il progetto di water-front è una grave scorrettezza nei confronti dei cittadini di Carrara che nell'anno 2010 si sono espressi a larga maggioranza contro tali progetti. Scorrettezza e gravità acuite dal fatto che tali opinioni dei cittadini sono state espresse in un Percorso Partecipativo intitolato "Portolemieidee" finanziato dalla Regione Toscana in base alla Legge Regionale sulla Partecipazione 69/07. Tale percorso partecipativo è stato promosso dall'Associazione Amare Marina, validato dalla Regione che lo ha premiato con il Premio Montaione 2010 e validato dall'Autorità Portuale e Comune di Carrara che hanno partecipato alla sua realizzazione. Ci chiediamo come i rappresentanti di Regione, Comune e Autorità Portuale Rossi possano ora apporre la firma ad un atto che palesemente contraddice a quanto desiderato dai cittadini e che oltretutto risulta in un vero e proprio spreco di denaro pubblico, evidentemente gettato dalla finestra in un percorso partecipativo di cui gli enti preposti non tengono conto dopo averlo addirittura finanziato. Perché continuare a tenere in vita uno scalo che ha un traffico talmente esiguo tanto che l'Autorità Portuale di Marina di Carrara verrà accorpata con quella di La Spezia? Perché addirittura ampliarlo quando le banchine sono deserte? Perche sprecare tanto denaro pubblico quando sarebbe cos semplice riconvertire lo scalo esistente in un porto turistico? Questa riconversione sì che riqualificherebbe Marina di Carrara, rendendo più vivibile e attraente il fronte mare e dando all'economia del turismo una vera opportunità di sviluppo e lavoro per tanti».

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