Lutto
Nuovi poveri, le famiglie massesi sono in difficoltà
MASSA. L'allarme povertà è ormai arrivato anche a Massa. Sono infatti centinaia le famiglie, sia straniere ma sopratutto italiane, che non riescono più a sostenere il proprio nucleo famigliare e sono...
MASSA. L'allarme povertà è ormai arrivato anche a Massa. Sono infatti centinaia le famiglie, sia straniere ma sopratutto italiane, che non riescono più a sostenere il proprio nucleo famigliare e sono costrette a chiedere aiuto alle associazioni di volontariato per andare avanti. La perdita di lavoro per i genitori, la mancanza di un' occupazione per i giovani e il continuo aumento del costo della vita ha generato una nuova ondata di poveri che faticano anche ad assicurarsi un pasto caldo a pranzo e a cena. Solo alla Misericordia di Massa, il servizio che si occupa del sociale, nel 2014 ha avuto più di 1100 richieste di pacchi di prima necessità, contenenti pasta latte caffè uova frutta verdura tonno scatole di legumi e di sugo ecc ecc.., ma anche prodotti per l' igiene come saponi carta igienica e pannolini (per chi ha dei bambini).
Rispetto a qualche anno fa, quando la crisi era solo all'inizio e nessuno ancora si aspettava fosse così grave e lunga, le famiglie che si rivolgevano alla Misericordia per avere una borsa con prodotti alimentari ed igienici erano circa una trentina ogni mese, ora sono più di cento. «La situazione in città è veramente drammatica, la classe operaia con la chiusura delle fabbriche e delle industrie, è praticamente scomparsa ed è sprofondata nella miseria più assoluta. Ogni mese noi doniamo pacchi alle famiglie che altrimenti non riuscirebbero neppure a mangiare. Dal 2010 sono più che triplicate le persone bisognose, tra stranieri ed italiani. Noi in linea con i principi della Misericordia cerchiamo di dare una mano a tutti, senza distinzioni di razza e di origine. Qualche anno fa erano per lo più anziani o famiglie numerose con tre o quattro figli, ora sono nuclei famigliari che prima della crisi non avevano alcun tipo di difficoltà», dichiara Fulvio Santo vicepresidente della Misericordia con delega al sociale. «E' giusto, - continua il dottor Santo -, che i cittadini ma soprattutto gli amministratori siano informati di come vive parte della cittadinanza massese, perché solo così possiamo sperare che qualcuno si impegni veramente ad aiutare chi in questo momento sta soffrendo molto. Anche i primi sei mesi del 2015 hanno registrato un dato drammatico del livello di povertà a Massa: sono infatti quasi seicento i pacchi distribuiti ai nuclei famigliari, cento in più rispetto allo stesso periodo del 2014, 295 agli italiani e 259 agli stranieri . I nuovi poveri, oltre alla triste miseria in cui sono costretti a vivere, devono anche convivere con l' umiliazione di non essere più autosufficienti e garantire una vita dignitosa ai propri cari». Questa crisi porta con se anche la vergogna della gente che non vuole essere riconosciuta da amici e parenti, ma vuole rimanere anonima ed invisibile agli occhi degli altri. Tutti vogliono mantenere, giustamente, la propria dignità personale. «Voglio anche ringraziare tutti gli operatori che ci aiutano: dal mercato ortofrutticolo delle Ghiare, l'AGEA, il banco alimentare di Calenzano e i nostri soci che lasciano dei fondi della confraternita», dice il vicepresidente Santo. La Misericordia di Massa in accordo con l'amministrazione comunale da settembre si farà carico anche del progetto “Il consumatore invisibile”, associazione di volontariato Onlus che si occupa del ritiro (e successiva ridistribuzione) di alimenti freschi e/o a scadenza ravvicinata, da commercianti ed alcuni supermercati della nostra zona.
Sara Lavorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google