Lutto
Le statue di Carrara sventolano la bandiera blu: ma è una protesta
Dal porto al centro storico sono apparse oltre cento bandiere con una scritta particolare: #Carrarasiribella
CARRARA. Una bandiera blu, con disegnato un escremento, è apparsa la notte scorsa sopra la statua di Giordano Bruno, in piazza Gramsci. E anche sopra La Moretta, il Cinghiale, l’Elefantino e le sculture di Marble Weeks sparpagliate nelle varie vie del centro storico. Persino la serissima statua del Gigante, dedicata al dio Nettuno, ha sventolato, anche se per poche ore, quella bandiera, un po’ irriverente nei confronti di quelle acque di cui è anche divinità. Come se tutte le statue di Carrara, per una notte, avessero preso vita e deciso di ribellarsi, di dire la loro. In maniera silenziosa, ma vistosa, come solo le statue sanno fare.
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Ma centinaia di bandiere e bandierine blu sono apparse un po’ ovunque la scorsa notte, tappezzando letteralmente la città: sul Lungomare, in Largo Marinai d’Italia, all’info point di Marina di Carrara, al bagno Barumba, dove addirittura la finta bandiera blu è stata issata al posto della vera. E nessuno se ne è accorto.
Centinaia, tutte blu, con l’escremento e l’hashtag “Carrarasiribella”, riconducibile all’Assemblea permanente. Anche se il gesto non è stato rivendicato (e gli ex presidianti, ridendo, negano) non è difficile pensare a loro, a quel movimento, gruppo, o comunità, comunque la si possa chiamare, che sin dalla sua nascita (8 novembre 2014) ha fatto della stravaganza, della derisione e dell'umorismo, la sua arma di contestazione nei confronti di un’amministrazione che non piace e che è considerata responsabile di tutto (o buona parte) ciò che non va in città.
Dai cartelli sulle sculture simbolo della città apparsi a febbraio (tra queste citiamo uno dei più simpatici: la Moretta che dice: «Mi hanno rubato anche le mutande», rigorosamente in carrarino), ai nomi delle vie cambiate poche settimane dopo: la protesta a Carrara è in salsa dadaista 2.0. E in mezzo c’è sempre lo zampino dell’Assemblea. Che protesta, in modo ironico ma tagliente. Silenzioso, che si fa sentire.
Il messaggio dell’ultimo blitz notturno, poi, è molto chiaro: è una evidente forma di dissenso contro l’assegnazione della bandiera blu al litorale carrarese, che proprio nei giorni scorsi ha visto un crescendo di lamentale da parte dei bagnanti per l’acqua sporca con tanto di minacce di denunce dal primo cittadino, Angelo Zubbani, a chi “procura allarmismi”. Da qui l’inequivocabile simbolo sulla finta bandiera blu. L’Assemblea permanente, d’altronde, ha sempre criticato l’assegnazione del riconoscimento internazionale al litorale di Carrara, considerato “non meritato” o addirittura “comprato”. Tanto che, durante la cerimonia, una decina di ex presidianti si sono presentati in passeggiata in Largo Marinai con tanto di striscioni; fatto per cui, in undici, hanno ricevuto avvisi di garanzia per manifestazione non autorizzata. È lo stesso giorno in cui un alluvionato, Carlo Piccioni, di 57 anni, ha dato uno schiaffo al sindaco, prendendosi per questo una denuncia per lesioni aggravate (fatto slegato dalla contestazione dell’Assemblea).
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Sta di fatto che adesso di bandiere blu ne appaiono a centinaia in città: piccole, grandi, di carta, di stoffa, su statue, nei giardini, per strada, alle finestre. Molte sono state rimosse subito, altre poche ore dopo, altre non sono ancora state trovate dalla polizia municipale mentre stiamo scrivendo e rimangono lì, nascoste, negli angolini della città a beffeggiare l’assegnazione della Bandiera Blu alla città di Carrara.
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