Il Tirreno

LE REAZIONI

«La maggioranza è divisa»

«La maggioranza è divisa»

La 28 Aprile all’attacco, Italia Unica guarda alle osservazioni

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MASSA. «Questo regolamento urbanistico, che bloccherà l’intera città per altri 30 anni, se lo sono approvati da soli, ma la maggioranza del sindaco Volpi è spaccata e in questi giorni di discussione sono emersi quasi tutti gli scheletri negli armadi e gli accordi politici con i 5 Stelle e soprattutto con Sel, pronta a tornare in maggioranza”. Iniziano così gli Arancioni, all’opposizione in consiglio comunale, artefici di una grande battaglia contro alcuni provvedimenti del nuovo R.U, battaglia che naturalmente hanno perso. Il sindaco di Massa Alessandro Volpi ha ancora i numeri in consiglio, anche se la fiducia vacilla su alcuni provvedimenti, come quello dei Quercioli, dove proprio i suoi rischiano di farlo andare sotto, obbligandolo ad una riflessione politica non da poco. In maggioranza, inoltre, due consiglieri, Simone Ortori di Articolo Primo e Simona Lazzerini del Pd si sono astenuti dalla votazione sul R.U, ma non è tutto: il consigliere del PD Stefano Alberti, durante la sua dichiarazione di voto, si è dimesso dalla vice presidenza della commissione urbanistica, per manifestare il suo contrasto al modus operandi e alla poca trasparenza del percorso. Insomma un altro schiaffo politico al sindaco, che ha preso atto.

«Volpi dovrà fare i conti con una città arrabbiata e alleati esausti- continuano gli Arancioni, nel loro commento politico all’approvazione del R.U- ; che dica chiaramente, a chi lo ha votato, quale accordo politico c’è con i 5 Stelle, che gli hanno fatto da stampella salvatrice per l’intero iter dell’approvazione, e spieghi ai suoi alleati che ha intenzione di riammettere Sel in maggioranza, magari promettendo un assessorato». «E’ stato permesso a Volpi- dice Gabriella Gabrielli- di condurre la discussione, nei modi e nei tempi da lui indicati, fin dall’inizio, per portare a casa un regolamento urbanistico su cui neanche la commissione ha espresso parere positivo, per chissà quali motivi. Vero è che Volpi- conclude la Gabrielli- non ha mai dato peso ai partiti e alle loro logiche. Supponiamo non gli importerà nulla né delle dimissioni di Alberti, né del regalo di Sel, o dell’astensione dei suoi in alcune cruciali votazioni». Gli Arancioni da oggi in poi si dichiarano disponibili a confronti con la città e a chiarimenti con i cittadini: “Quelli che questa amministrazione ha negato fino ad oggi»

Stefano Caruso (Italia Unica) si è astenuto («la città ha bisogno dello strumento urbanistico anche se mi aspetto migliaia di osservazioni perchè ci sono tante cose da rivedere», dice) rivendica il suo ruolo di opposizione costruttiva (sei emenadmenti presentati, 5 recepiti in pieno).

«Nel merito - dice Caruso - abbiamo fatto eliminare qualsiasi possibilità di eseguire lavori in muratura negli stabilimenti balneari, impedito che fossero tagliate senza essere sostituite le piante di via Dorsale, abbassato la dimensione della metratura degli orti amatoriali per realizzare i ricoveri attrezzi, adeguato i termini di calcolo del valore perequativo dell'art. 120, ridotto le distanze dei confini tra gli stabilimenti balneari. Riteniamo che l'apporto potesse essere migliore e maggiore, se solo avessimo avuto il tempo di studiare nei minimi dettagli la documentazione».

Secondo Caruso il dibattito politico in assise ha scoperto i punti critici.

«Il primo, che permea tutto il regolamento, la subordinazione di ogni opera pubblica alla perequazione con il privato: i 110 ambiti sono un rapporto di "do ut des" laddove si fa costruire PER la necessita di avere un parcheggino, un po' di verde, un allargamento di strada. Ma si edifica - commenta Caruso - Altrove, la longa manus blu delle carte idrogeologiche, ha di fatto bloccato il territorio, senza possibilità di pianificazione e di costruzione se non si rimuoverà il vincolo».

Arriviamo agli ambiti.

«Qua - dice Caruso - si è aperta la prima partita dei conflitti d'interesse: anticipatori (vice sindaco), provocatori (Ortori), susseguenti (Brizzi, Fruzzetti e Raffi) e ritardatari (Anghelé). Entrando, invece, nel merito, si sono avute le folgorazioni come sulla via di Damasco. Aree sportive che diventano parcheggi per far costruire un bel complesso residenziale di 26 appartamenti a Marina; aree verdi di scuole d'infanzia trasformate, anch'esse in parcheggio; un'improponibile asse viario ai Quercioli che vedrà spuntare come funghi 106 appartamenti; un parcheggino realizzato, su emendamento, in via Carducci ed un altro a Forno. Opere che, alla fine, vogliamo proprio vedere se non resteranno carta e basta in quanto costeranno all'Amministrazione soldi e fatica per reperire le risorse».

Soddisfatto del piano il capogruppo del Psi Giancarlo Casotti che difende le scelte fatte dall’amministrazione comunale. «Abbiamo progettato nuove viabilità modificato le viabilità esistenti vedi via Dorsale, abbiamo creato un parco fluviale del Frigido chi vorrà potrà passeggiare da Marina di Massa a Massa, abbiamo poi creato un ambito al mercatino della Partaccia andando così incontro alla valorizzazione di un'intera area,nella zona campeggi sono stati disciplinati interventi sia interni che esterni con viabilità allargate e nuovi parcheggi .Sulle colonie abbiamo limitato il residenziale passando dal 25% al 15% scelta tecnico politica che apprezziamo . Sulla zona industriale abbiamo mantenuto le volumetrie che la precedente amministrazione ci aveva consegnato con il piano strutturale - conclude Giancarlo Casotti -. Sulla nuova edificabilità siamo stati al di sotto del 40% previsto da questo regolamento urbanistico lasciando così volumetrie nuove per interventi futuri . Difendiamo il nostro voto sulla zona di quercioli in quella zona ci sarà in futuro una nuova viabilità creata da una strada che andrà a collegare viale della Repubblica a via Dell'acqua» . (Mda)

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