Attenzione
Stalking a un’infermiera, assolto
Sotto processo era finito un artigiano del marmo di 47 anni
CARRARA. Secondo l’accusa, la giovane infermiera che lo aveva denunciato a più riprese, lui, un artigiano del marmo carrarese, l’aveva perseguitata per tre anni. Costringendola a vivere in un incubo fatto di pedinamenti, dalle sette del mattino a notte fonda, presenze fisse davanti al proprio luogo di lavoro e una perdita di sicurezza e tranquillità denunciata prima in un esposto e poi in una serie di querele.
L’uomo, 47 anni, assistito dall’avvocato Stefano Rossi, era finito a processo per stalking: il giudice Elisabetta Congiusta lo ha assolto perchè il fatto non sussiste.
Una vicenda delicata che prese le mosse proprio dalle denunce della giovane donna. I due si erano conosciuti in un locale, una bevuta insieme e neppure lo scambio dei numeri di telefono. Ma da allora, secondo quanto denunciato a più riprese dalla ragazza, erano cominciati i pedinamenti, dalle 7 del mattino a notte fonda. Fino a renderle invivibile il quotidiano e a farle cambiare casa e abitudini.
Nel corso del processo una testimonianza che si è rivelata importante per la difesa è stata quella del datore di lavoro dell’artigiano, il quale ha parlato di orari di lavoro precisi che avrebbero impedito all’uomo di essere sotto casa della donna.
Il processo si è concluso nei giorni scorsi con l’assoluzione per l’artigiano del lapideo accusato di stalking.
Le motivazioni della sentenza pronunciata dal giudice Congisuta saranno rese note fra sessanta giorni.
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