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Finge di essere in tribunale Gip lo sospende dal lavoro

Finge di essere in tribunale Gip lo sospende dal lavoro

L’informatico risultava in ufficio grazie a uno stratagemma con il server Ma i colleghi di Genova si sono accorti delle assenze e lo hanno smascherato

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MASSA. Per circa un anno ha fatto finta di essere in ufficio più del dovuto, aggiungendo ore di straordinario per poi godere dei riposi. Invece a lavorare non ci andava, se ne stava comodamente a casa inserendo le strisciate del badge che non faceva dal computer, grazie alle sue competenze dato che era assistente informatico del tribunale di Massa. Ma il giochetto è stato smascherato dai colleghi di Genova, capoluogo di del distretto giuridico che comprende anche Massa. È partita un’inchiesta che ha fatto spola dalla Lanterna e alle Apuane accertando le responsabilità del dipendente del ministero della giustizia. E il gip di Genova, su richiesta del pm Cristina Camaiori l’altra mattina ha disposto la sospensione dal lavoro dell’informatico. Che per due mesi potrà starsene comodamente sul divano, ma senza percepire lo stipendio.

Secondo l’accusa il cinquantenne per quasi un anno aveva attestato la sua presenza negli uffici del tribunale di Massa per ore che risultavano dal badge essere ben superiori di quelle compiute e che spesso sono risultate inferiori a quelle previste. Un comportamento fraudolento che come detto gli ha comportato finora la sospensione dal lavoro per due mesi, ma presto potrebbero arrivare anche guia ben peggiori (come la restituzione delle somme percepite e un processo penale se verrà contestata, come è normale che sia, la truffa ai danni dello stato). L’ assistente informatico di 50 anni, dipendente del ministero della giustizia, secondo l’ordinanza che gli ha consegnato un maresciallo dei carabinieri della procura arrivato apposita,mente da Genova, è accusato di false attestazioni o certificazioni. Gli inquirenti liguri hanno indagato per competenza territoriale perché secondo quanto emerso, il dipendente infedele, che era amministratore del server, aveva alterato i file di log, attestando così la sua presenza al lavoro. In pratica, l'uomo caricava sul server centrale di Genova i dati relativi alla strisciata del suo tesserino, pur non avendolo passato nella macchinetta. Ad accorgersi dell'anomalia sono stati gli stessi colleghi del Cisia, l'ufficio che gestisce le dotazioni informatiche di tutto il distretto della corte d'appello. Erano troppe le ore che risultavano, anche perché poi qualcuno ha anche rivelato che in realtà al lavoro non si vedeva quasi mai.

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