Il Tirreno

CarraraFiere-Imm, buco da 1,4 milioni

di Cinzia Chiappini
CarraraFiere-Imm, buco da 1,4 milioni

Un’altra partecipata in profondo rosso, come Apuafarma. Il presidente Fabio Felici: l’obiettivo ora è riunire le due società

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CARRARA. La notizia della perdita da 1,4 milioni di euro nelle casse di Apuafarma, è di qualche giorno fa. Ieri a margine della discussione sul bilancio di previsione del comune di Carrara e’ emerso che anche Carrarafiere/Imm hanno registrato una “sofferenza” della stessa entità. Ma il presidente della società Fabio Felici spiega: «È una manovra tecnica, la perdita c’è ma è più contenuta». Chi dice partecipata dice danno. Parafrasando un celebre detto (un po’ maschilista), si potrebbe sintetizzare così l’impatto che le società controllate dal municipio hanno sui conti di piazza Due Giugno. A ricordarcelo, solo qualche giorno fa, la presentazione del bilancio di Apuafarma che ha chiuso i conti con un -1,4 milioni di euro. A ribadirlo, semmai ce ne fosse bisogno, la notizia di una perdita, di entità simile, anche nelle casse di IMM/CarraraFiere. E se alcune situazioni appaiono purtroppo così consolidate da non lasciare intravedere soluzioni diverse dalla liquidazione, leggi Progetto Carrara, per le stanze del municipio ha iniziato a suonare un nuovo campanello d’allarme. Nel corso del loro intervento davanti alle commissioni Bilancio e Controllo e garanzia, Gianluca Barbieri, Andrea Pasquini e Marzia Grassi, i tre dottori commercialisti che compongono l’organo di revisione hanno confermato l’allarme sulle partecipate, sollecitando la liquidazione urgente di Progetto Carrara e spiegando, tra le altre cose, che per coprire le perdite di IMM/CarraraFiere e Apuafarma, piazza Due Giugno ha dovuto accantonare, 825 mila euro. Si tratta di una cifra che copre gli ammanchi registrati nelle casse delle due aziende solo per una parte, corrispondente a una percentuale stabilita dalla legge. Sì perché se Apuafarma piange, per la sua perdita da 1,4 milioni, IMM/Carrarafiere non ride, visto che registra un ammanco di entità simile. A ridimensionare almeno in parte la portata del problema interviene il presidente della società Fabio Felici: «La perdita c’è stata su Imm ed è dovuta alla svalutazione della partecipazione della stessa Imm in CarraraFiere». Secondo Felici si tratta di una «svalutazione tecnica in parte dovuta anche ai risultati economici degli ultimi anni». Una manovra da addetti ai lavori, lascia intendere il presidente, che però non si nasconde dietro un dito: «CarraraFiere ha avuto nel 2014 una perdita di gestione di 900 mila euro. Stiamo affrontando un presente difficile ma abbiamo in cantiere un progetto di consolidamento triennale che entro il 2018 ci dovrebbe portare al pareggio di bilancio» ha spiegato Felici, rassicurando che tutti all’interno delle due società stanno lavorando per «tornare a navigare in acque più calme». Un obiettivo raggiungibile anche – ma non solo – attraverso la riunificazione delle due società, auspicata dal presidente della commissione Bilancio Roberto Conserva (Psi) e anche dallo stesso Felici: « La nostra volontà è di andare a riaccordare le società perché le motivazioni che nel 2008 avevano portato alla divisione sono superate».

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