La protesta
Accusato di un furto Ex operaio saldatore assolto dopo 4 anni
MASSA. Prima la denuncia a piede libero, quindi l’indagine e infine il processo. Quattro anni ci sono voluti a un cinquantenne apuano per dimostrare che lui con quel furto avvenuto in un circolo...
MASSA. Prima la denuncia a piede libero, quindi l’indagine e infine il processo. Quattro anni ci sono voluti a un cinquantenne apuano per dimostrare che lui con quel furto avvenuto in un circolo ricreativo della nostra provincia non c’entrava nulla. E che le donne delle pulizie del locale che lo avevano riconosciuto potevano averlo soltanto visto all’esterno perché lui lì dentro non ci aveva mai messo piede in vita sua. E il giudice Fabrizio Garofalo lo ha assolto, accogliendo in pieno la tesi del legale che difendeva l’uomo, l’avvocato Alessio Menconi. In pratica non esisteva la certezza che quel furto lo aveva compiuto il cinquantenne identificato dai carabinieri grazie alla targa dell’auto sulla quale si era allontanato. I militari visto che aveva dei precedenti e non aveva fornito una spiegazione esauriente del motivo per cui si trovasse nei pressi di quel circolo all’alba avevano deciso che era lui il ladro.
Così era arrivato il rinvio a giudizio e il processo che si è consumato ieri mattina nell’aula magna del tribunale di Massa. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna, ma Menconi è riuscito a mettere il dubbio al giudice che alla fine ha deciso di assolvere l’imputato perché il fatto non sussiste.
L’uomo aveva iniziato ad avere problemi con la giustizia dopo aver perso il lavoro da saldatore a causa della crisi che aveva colpito il settore nautico. Prima qualche furtarello, poi le rapine. Era arrivato il carcere, trasformato poi in arresti domiciliari. Ma visto che non aveva i soldi per comprare da mangiare il cinquantenne era evaso per farsi portare nuovamente in cella. Fino a quattro anni fa, quando aveva deciso di mettere la testa a posto e rigare dritto. Manco a farlo apposta era arrivata quell’indagine che poteva costargli altri anni di reclusione. Sono stati quattro anni difficili, con il terrore di dover affrontare un altro lungo periodo di detenzione. L’uomo è stato chiaro sia con i carabinieri sia in aula quando è toccato a lui parlare: «Non sono stato io, dovete credermi». Ein effetti la refurtiva non è mai stata trovata: i soliti ignoti avevano sdradicato un televisore dal muro (a lcd di 40 pollici) e avevano fatto razzia di telefoni cellulari, che i soci avevano lasciato al circolo prima di partecipare a una gita sociale. Insomma, chi aveva colpito era andato anche a colpo sicuro. Ad accorgersi del furto erano state le donne delle pulizie, arrivate di buon’ora per dare una sistemata al locale: avevano trovato la porta finestra scardinata e avevano visto quell’uomo che passava nei pressi del luogo del delitto. Hanno creduto fosse lui il protagonista del colpo. per fortuna l’avvocato Menconi è riuscito a farlo scagionare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
