Il dolore
Vie sporche, Asmiu respinge le accuse
L’amministratore: il lavoro è capillare, ma i mezzi sono vecchi, il porta a porta manca. E molti massesi sono incivili
MASSA. Se la città è sporca, se i cassonetti sono strapieni, il dito è puntato contro Asmiu. Perché é ad Asmiu che tocca pulire e raccogliere i rifiuti. Ma l’azienda municipalizzata quel dito puntato non lo vuole e non soltanto perché fa il suo ogni giorno, ma perché è pure costretta a misurarsi - parola di Federico Orlandi, il suo amministratore unico - con l’inciviltà di chi «non rispetta la città in cui abita» e getta i rifiuti in barba ad ogni regola.
Orlandi non si tira indietro e ammette che «il sistema di raccolta rifiuti sul territorio comunale è obsoleto e che l’azienda fatica spesso a completare i servizi, sia per l’enorme mole di rifiuti prodotti ed abbandonati sia per altri eventi di carattere straordinario quali rottura dei mezzi ormai fatiscenti». Concetto chiaro: il porta a porta non c’è, il sudicio si raccoglie come decenni fa e i mezzi che dovrebbero farlo sono vecchi, tanto vecchi che si rompono spesso. Limiti - definiamoli così - strutturali, limiti con cui gli operatori si misurano quotidianamente: «Ciò non toglie che ogni giorno gli operatori garantiscano la pulizia, svuotino cassonetti, cestelli, puliscano intorno ai bidoni e spazzino». Alla riflessione più generale segue, quindi, quella di dettaglio: «In via Zolezzi (una delle strade oggetto di lamentele ndr) i cassonetti vengono svuotati una volta al giorno e la pulizia si ripete 2 volte al giorno, mattino e pomeriggio. La zona di Ronchi-Poveromo - prosegue - viene pulita giornalmente, mattino o pomeriggio, in base ai carichi. Quindi - l’amministratore tira le conclusioni - il servizio viene fatto regolarmente. Può essere migliorato, ma è svolto con la consapevolezza dell’importanza che queste zone ricoprono per il nostro turismo».
Poi Federico Orlandi si toglie un bel sasso dalla scarpa e descrive una città in cui ciascuno, quando si tratta di rifiuti, fa come meglio gli torna e Asmiu non può certo - spiega - vigilare ogni cassonetto 24 ore su 24 per beccare chi non rispetta le regole. Perché le regole ci sono eccome: «La determina dirigenziale 1387 del 2011 - ricorda l’amministratore - regolamenta tanto gli orari di conferimento ai cassonetti (dalle 19 alle 7 dal mese di maggio fino a settembre) quanto i comportamenti per l’igiene e il decoro della città (ad esempio divieto di abbandono di qualsiasi tipologia di rifiuto attorno ai cassonetti). Queste direttive, purtroppo, vengono spesso disattese e così si vedono cassonetti riempiti ad ogni ora, anche con rifiuti non conformi (in zona Poveromo sono spesso pieni di verde e ramaglie) oppure rifiuti abbandonati in ogni dove». E il risultato? Beh, Orlandi lo conosce bene: «Molte volte troviamo cassonetti svuotati da meno di un’ora nuovamente pieni, oppure sacchi abbandonati a terra vicino a bidoni vuoti. Spesso siamo costretti ad impegnare forze che potrebbero essere utilizzate in altri servizi (tipo l’espansione della raccolta domiciliare), per sanare quelle situazioni di degrado che vengono create dagli incivili che non hanno rispetto delle normali regole di convivenza e del proprio territorio».
Inciviltà insomma. Così se molti si lamentano, molti altri sporcano e contribuiscono ad un’immagine poco edificante della città: «I comportamenti incivili - rincara l’amministratore unico di Asmiu - sono un enorme costo per la comunità, sia in termini economici (si paga per rimuovere rifiuti abbandonati) sia di servizio (utilizzo di manodopera in servizi di pulizia che invece potrebbe essere impiegata in altri servizi di maggior pregio quale il “porta a porta”). Pertanto - e Orlandi conclude - non è accusando Asmiu di trascurare il territorio che aiutiamo i cittadini ad imparare il rispetto per il bene comune. Fortunatamente le persone che differenziano i rifiuti e conferiscono correttamente stanno aumentando sempre di più. Ma non è comunque semplice mantenere una città pulita se la maggior parte di quanti vi abitano non la rispetta e continua a buttare rifiuti fregandosene di qualunque regola».
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