Il Tirreno

Ndrangheta, i legami del boss si nascondono in Lunigiana

Ndrangheta, i legami del boss si nascondono in Lunigiana

La Dia di Genova cerca chi ha coperto la fuga di Giuseppe Talotta prima che si costituisse a Massa Trafficante di cocaina e uomo di fiducia della criminalità organizzata calabrese

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MASSA CARRARA. Il boss della ndrangheta Giuseppe Talotta è stato trasferito ad Alessandria su ordine della Dia di Genova. Dalla fine di aprile si trovava nel carcere di Massa, dove si era costituito perché braccato dalla procura antimafia del capoluogo ligure. Non ha collaborato con gli inquirenti, nonostante gli inviti dei sostituti procuratori Federico Manotti e Federico Panichi. Così è stato deciso di sottoporlo a un regime carcerario più duro.

Ma l’indagine della Dia continua a insistere nella nostra provincia per cercare quei legami che hanno favorito la fuga di Talotta: il boss era scappato prima che scattassero le manette e aveva trovato rifugio prima in Lunigiana e poi a Massa. Di questo Manotti e Panichi sono convinti, ma non hanno ancora in mano i riscontri per trasformare le loro sensazioni in certezze. Talotta è uno dei trafficanti di droga più scaltri d’Italia, uno che ha fatto perdere le sue tracce alla Direzione distrettuale antimafia di Genova, che aveva chiesto il suo arresto dopo aver sequestrato un carico di cocaina. Centocinquanta chilogrammi di polvere bianca purissima nascosti in un container pieno di asparagi (per ingannare i cani antidroga) arrivato all’ombra della Lanterna dal Perù. Un grosso giro per conto della ’ndrangheta, anzi per uno dei clan più feroci della Calabria: quello degli Alvaro.

Quando si è costituito nella cosa circondariale di via Pellegrini il boss era ricercato da più di una settimana. Gli inquirenti - la Dda si è fatta supportare dal Gico della guardia di finanza - credevano si trovasse ancora a Genova e stavano perquisendo alcuni alberghetti dell’angiporto dove immaginavano avesse trovato riparo. Invece era a Massa Carrara perché qualcuno gli ha offerto la sua protezione. Qualche insospettabile che agli Alvaro dà del tu e che quindi ha fatto un favore a un amico degli amici. Aspetto inquietante su cui la Direzione distrettuale antimafia ha deciso di fare degli accertamenti. Se c’è, come pare, una cellula malavitosa ai piedi delle Apuane bisogna trovarla e sgominarla. E tutti gli indizi portano in Lunigiana.

Le indagini della Dda genovese sono cominciate l'estate scorsa, quando al porto di Voltri (Genova) sono stati sequestrati 150 chili di cocaina purissima nascosti in un carico di asparagi provenienti dal Perù. Carico seguito da Talotta, che era andato nelle Americhe per assincerarsi della bontà dello stupefacente e soprattutto per strappare un buon prezzo per il suo clan. Uno che conta parecchio nel clan, insomma. Un uomo di fiducia di una delle ndrine più pericolose. Che guarda caso ha scelto la nostra provincia per rimandare il suo arresto. Perché? È la vera domanda. E soprattutto cosa è venuto a fare a Massa Carrara? Il sospetto della procura è che sia venuto per dare disposizioni a persone vicine al clan di Sinopoli. L’indagine prosegue proprio per accertare i troppi punti oscuri che ci sono. Dato per scontato che Talotta non collaborerà mai con la giustizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web