Il Tirreno

Mio figlio è sordomuto, il cantiere gli fa il corso di inglese

di Cinzia Chiappini
Mio figlio è sordomuto, il cantiere gli fa il corso di inglese

Carrara, struggente racconto di una madre in consiglio comunale: Nca non gli ha dato alcun ausilio, mio figlio è isolato tra gli isolati

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CARRARA. È stato l’intervento più struggente e applaudito della seduta consigliare dedicata ad Nca, quello che forse più di tutti gli altri è riuscito a dare un’idea concreta degli effetti della “gestione-Costantino”: Maria Ricci madre di un dipendente dei cantieri, sordomuto, ha raccontato mercoledì sera davanti al consiglio comunale come sta vivendo suo figlio la “segregazione” in un capannone della zona industriale. Costretto a frequentare corsi di lingua inglese senza supporti e ausili.

Poche parole, semplici e concise, ma pronunciate con tanta emozione e qualche lacrima: l’intervento di Maria Ricci è stato il più breve tra quelli ascoltati dalle assise, ma sicuramente quello che ha lasciato il segno più profondo. La signora si è presentata al microfono per parlare a nome di suo figlio, dipendente di Nca dal 1990: il lavoratore, 46 anni, separato e con una figlia da mantenere è sordomuto e fu assunto, 25 anni fa, in quanto inserito nelle liste riservate alle categorie protette.

«Ha sempre lavorato ed è sempre riuscito a dare il suo contributo all’azienda» ha raccontato la donna rivendicando l’importanza del ruolo di suo figlio all’interno della fabbrica. Una storia di lavoro e di dignità, che si è bruscamente interrotta con l’arrivo della nuova proprietà: sì perché anche il quarantaseienne è immediatamente finito tra i 40 lavoratori rimasti in cassa integrazione fino al dicembre 2014, reintegrati a gennaio e rimasti per tre mesi “al confino” nella ex sala mensa della fabbrica e poi trasferiti in un capannone di proprietà del gruppo nella zona industriale di Massa.

«E’ isolato tra gli isolati perché con i suoi problemi non può comunicare più di tanto con gli altri lavoratori, vede gli altri che parlano e discutono anche per la loro condizioni, ma lui non riesce a partecipate» ha spiegato la donna. Come tutti “i 40” anche suo figlio ha partecipato ai corsi di formazione organizzati dall’azienda e da cui i dipendenti di Nca sono usciti con voti “gravemente insufficienti”: «Lo hanno sottoposto alle prove di inglese, senza avergli fornito alcun supporto né durante le lezioni né al momento del test…ma lo sanno o no che mio figlio non ci sente?» ha concluso tra le lacrime la donna, che è tornata a sedersi tra le fila del pubblico in mezzo a uno scrosciante applauso.

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