Il Tirreno

Colpo di scena, Magnani è presidente dell’Unione

Colpo di scena, Magnani è presidente dell’Unione

Le liti interne al Pd per la successione di Cesare Leri e le regole dello statuto hanno portato la carica al sindaco del Comune più popoloso, Aulla

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AULLA. Alla fine il colpo di scena nella corsa alla presidenza dell'Unione di Comuni montana della Lunigiana è arrivato. Ed è un colpo di scena vero, visto che il nuovo presidente dell'Unione di Comuni è il sindaco di Aulla, la socialista Silvia Magnani. Ma come è stato possibile un epilogo del genere, visto che un accordo non scritto prevedeva che a diventare presidente dovesse essere un sindaco di un Comune lunigianese sotto i 3mila abitanti? In virtù del fatto che a volte capita anche in Italia che a prevalere non siano le parole che si porta via il vento, ma gli scritti che notoriamente manent. In questo caso lo statuto, quello dell'Unione di Comuni, che, dopo la terza convocazione della giunta dell'ente per eleggere il presidente andata a vuoto, prevede che ad assumere le funzioni di presidente sia il sindaco del Comune più popoloso. E il Comune più popoloso in Lunigiana è Aulla, con oltre 11mila abitanti. Ma queste sono soltanto le ragioni formali, visto che l'arrivo di Silvia Magnani sullo scranno più alto dell'Unione di Comuni è, in verita, diretta conseguenza delle divisioni interne e delle lotte fratricide che dilaniano il Partito Democratico, incapace di esprimere un nome condiviso, con il braccio di ferro fra i due poli interni guidati dal presidente uscente, il rossettiano Cesare Leri (sindaco di Comano e segretario provinciale del PD), e il renziano Enzo Manenti (sindaco di Licciana Nardi). Nel mezzo, a farne le spese, quelli che erano i principali papabili del PD: il sindaco di Bagnone, Carletto Marconi, e il sindaco di Mulazzo, Claudio Novoa, sulla cui testa, però, pendeva la spada di Damocle rappresentata da un problema di incompatibilità con il suo impiego lavorativo alle dipendenze del Gal (Gruppo di Azione Locale) della Lunigiana, società consortile a responsabilità limitata che si occupa della gestione di fondi europei. E ora che succede? Succede che Silvia Magnani, la quale preferisce restare in silenzio e non rilasciare dichiarazioni, potrà, in base allo statuto, restare presidente per almeno trenta mesi, gestendo la fase di transizione che condurrà a una nuova convocazione delle elezioni per la scelta del presidente. Elezioni che, presumibilmente, saranno convocate prima di 30 mesi da adesso.

Gianluca Uberti

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