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Carrara, la Capitaneria blocca una nave fuorilegge

Carrara, la Capitaneria blocca una nave fuorilegge

Gravi irregolarità nel sistema di sicurezza di un mercantile battente bandiera del Togo: espulso da tutti i porti dell’Ue

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CARRARA. La Guardia Costiera di Marina di Carrara “arresta” una nave e la espelle da tutti i porti dell’Unione europea.

La gneral cargo “Georgiana H” battente bandiera del Togo (Repubblica Togolese) è stata bandita dal personale del nucleo ispettivo Port State Control della Guardia Costiera apuana da tutti i paesi aderenti al così detto Memorandum di Parigi (Ue più Russia e Canada). Il bando della nave fa seguito ad altra visita ispettiva, eseguita dagli ufficiali della Capitaneria di porto di Marina di Carrara il 17 luglio scorso, che ha comportato il fermo amministrativo della nave (detenzione).

La nave era stata fermata per la presenza a bordo di gravi irregolarità nel sistema di gestione di sicurezza (Safety Management System), nelle dotazioni di sicurezza di bordo, nelle procedure di bordo relative alla verifiche di cui norme internazionali e comunitarie in materia di security marittima ma anche per carenze relative alla preparazione dell’equipaggio per alcune emergenze. L’unità, costruita nel 1990, era giunta nel porto di Marina di Carrara, nella giornata del 15, per imbarcare blocchi di marmo e autoveicoli. Al fermo della nave si unisce, come detto, il provvedimento di bando, emesso dopo che l’equipaggio aveva ripristinato le carenze riscontrate, bando dovuto al fatto che la nave batte una bandiera inserita nella black list e che aveva già subito altre due detenzioni nei precedenti 24 mesi. Al mercantile è stato vietata qualsiasi possibilità di accosto nei porti dei paesi dell’Unione Europea per un periodo di tre mesi.

Il bando della Georgiana H è il settimo provvedimento di questa natura emesso dalla Capitaneria di Marina di Carrara negli ultimi tre anni; difatti altre sei navi sono state detenute e bandite nel sorgitore apuano proprio perché non rispettavano gli standard minimi imposti dalla normativa internazionale e, conseguentemente, espulse nell’anno da tutti i porti della UE.

Le attività di controllo sul naviglio battente bandiera estera, si inquadra nelle ispezioni previste dalo Memorandum di Parigi del 1982 su una certa percentuale di navi (alcune da ispezionarsi obbligatoriamente) che giungono porti nazionali dei governi contraenti, da cui l’acronimo PSC, Port State Control, “controlli dello Stato del porto di approdo”. Le attività sono svolte nell’ambito del controllo sulle condizioni previste dalle Convenzioni Internazionali applicabili alle navi mercantili impegnate in viaggi internazionali, e sono tese alla costante verifica delle condizioni di sicurezza dei mercantili, delle condizioni di vita e di lavoro degli equipaggi imbarcati ed alla protezione dell’ambiente marino dagli inquinamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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