Il Tirreno

Sporco in spiaggia e albergo “isolato”

Sporco in spiaggia e albergo “isolato”

Lavori finiti al ponte Mascagni, ma la strada rimane chiusa: l’hotel Tilly è off limits. E davanti alla Turimar sacchi neri

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MASSA. Che qualcuno debba pulire, questo è assodato. Vero, però, che nessuno dovrebbe sporcare e, invece, chi sporca c’è eccome. Il resto lo fa l’effetto domino: dove è pulito, sporcare dispiace, dove già è sudicio lasciar cadere a terra la cartaccia pare il più naturale dei gesti.

Certo è che l’incuria non piace a nessuno, non ai cittadini, meno che mai agli operatori turistici: ecco allora un fioccare ininterrotto di polemiche.
«Strada chiusa, hotel isolato». Martedì è la famiglia Buffon, titolare di un albergo a 4 stelle, a farsi sentire: strade sporche e cassonetti strapieni. Nonostante - sottolinea la sorella del portierone - l’immancabile appuntamento con la Tarsu, la tassa sulla spazzatura. Oggi a fare eco ai Buffon ci pensa Donatella Lazzini: dopo una vita nel commercio, da cinque anni gestisce lo storico hotel Tilly, sul lungo Frigido di Levante e fa i conti con sporcizia, incuria e disservizi. «La situazione è così sconfortante - sintetizza - che mi vergogno a chiedere la tassa di soggiorno ai clienti». Non una cifra da capogiro: 55 centesimi al giorno a persona, in un hotel a tre stelle, ma «per un famiglia con 2 figli che si trattiene oltre la settimana, l’importo si fa consistente». E Donatella non si sente davvero di presentare il conto, meno che mai adesso che per raggiungere il suo albergo ai turisti tocca fare la gincana. Ebbene sì perché l’hotel Tilly ha la strada sbarrata: «Hanno fatto i lavori al ponte di via Mascagni, poi dopo il taglio del nastro nessuno ha provveduto a liberare dai mezzi l’adiacente via Lungo Frigido con il risultato che l’ albergo è isolato». Per raggiungerlo c’è una sola possibilità: attraversare il parcheggio che fiancheggia la strada. Soluzione non sempre praticabile però perché in quel posteggio la segnaletica orizzontale non c’è. E senza stalli la sosta è selvaggia: «Il sabato e la domenica i miei clienti non riescono ad attraversare il parcheggio e a raggiungere l’albergo. È assurdo. Abbiamo chiamato i vigili, ma con l’assenza di segnaletica orizzontale è impossibile sanzionare. Non abbiamo mai lamentato un dissevizio durante la realizzazione del nuovo ponte, nel rispetto del lavoro altrui e della collettività, ma ora, a due settimane dall’inaugurazione dell’opera, ci chiediamo perché le ruspe non siano rimosse e la strada riaperta. Se questo territorio non svolta, si vedrà costretto a pagarli i turisti perché vengano a trascorrere le vacanze sul litorale».
Se il sacco nero “orna” la spiaggia. È proprio il litorale la zona sotto la lente di ingrandimento: dalla sabbia per i ripascimenti al sudicio abbandonato tra le scogliere. Il telefonino consente ai bagnanti di documentare e di accompagnare, a qualsiasi contestazione, la prova. Eccoli, quindi gli scatti del tratto di costa davanti alla Turimar e alla ex Ettore Motta. Da quelle parti il degrado è di casa: le colonie, gioiello architettonico e simbolo della storia cittadina, sono emblema di un litorale lontano dai fasti del passato. Adesso a favorire il recupero degli edifici ci pensa - o ci prova - il regolamento urbanistico: destinazione ricettiva e un 15% di appartamenti. Adesso tocca ai privati raccogliere la sfida. Ma, nell’attesa, regnano degrado e sudicio: aiuole degne del deserto del Sahara, carte e bottiglie di plastica tra le scogliere. E sacchetti abbandonati in spiaggia. E non piccole buste - comunque poco belle a vedersi - ma i grandi sacchi neri in cui di solito finiscono gli sfalci. Eccoli, ad accogliere i turisti qualche mattina fa. Non solo, chi ama quel tratto di litorale mal digerisce la presenza di parecchi camper parcheggiati a due passi dalla spiaggia, con tanto di stendipanni, tavolo e seggiole. Immagine pittoresca, da film neo realista, ma certo non un buon biglietto da visita.

Ma anche in città c’è chi si lamenta. È luglio e fa caldo, tanto caldo, così gli occhi sono puntati sul litorale. Ma anche in città c’è chi grida all’incuria. Nel mirino le transenne che la Provincia ha collocato su via Guidoni, intorno al Palazzo ducale. Doppia ferita: non solo quelle transenne restringono la strada e mettono a dura prova i pedoni, ma sono il segno di una città che non riesce a mettere in sicurezza uno dei suoi monumenti più importanti.

Certo la Provincia non ha uno spicciolo, ma nulla toglie che l’immagine poco edificante rimanga. E ferisca. (c.s.)

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