Il Tirreno

Nubi di polveri dalla Strada dei marmi

Nubi di polveri dalla Strada dei marmi

Proteste degli abitanti di S. Francesco, ogni settimana Amia spazza 30 quintali di materiali che provengono dal viadotto

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CARRARA. I residenti della zona di San Francesco tornano in trincea. Con il caldo afoso, il problema delle polveri sottili che si levano dalla strada dei marmi si è aggravato. A ogni pulizia Amia preleva 30 quintali di materiale e gli abitanti della zona chiedono misure di emergenza. Due interventi di lavaggio settimanali, ogni mercoledì e sabato per pulire la strada dei marmi e lavare la carreggiata: ogni volta i mezzi di Amia rientrano con un carico di 30 quintali composto per lo più da marmettola e polveri.

Carrara torna dunque a fare i conti con il problema dell’inquinamento provocato dal transito dei mezzi pesanti. La stagione delle battaglie dei comitati contro i bisonti del marmo si sarebbe dovuta chiudere con l’inaugurazione della Strada dei marmi e invece, a tre anni dall’entrata in funzione della “grande opera” costata 120 milioni di euro, c’è chi ancora soffre per le polveri. Il problema, va detto, ha oggi una portata decisamente ridimensionata e riguarda una zona più limitata della città ed è concentrato nel quartiere di San Francesco, distante solo poche decine di metri dal viadotto che collega la galleria Santa Croce e quella della Macina. Secondo il racconto e le fotografie dei residenti, dai due tunnel si levano ogni giorno colonne di polveri, più evidenti alle prime luci dell’alba ma che continuano a disperdersi per tutta la giornata. A subirne le conseguenze le 400-500 persone che risiedono nella zona e che, dopo una serie di proteste, sono tornate sul piede di guerra.

Le temperature afose e la prolungata assenza di precipitazioni stanno aggravando la situazione: nelle gallerie si sono accumulate quantità di polveri tali che i ventilatori – dotati di appositi rilevatori che li fanno attivare quando la visibilità è ridotta - scattano anche nei giorni festivi, al primo soffio di vento in grado di smuovere la coltre sull’asfalto e sulle pareti dei tunnel. «Domenica si sono accesi, perché il vento entrando in galleria ha fatto alzare le polveri anche se i camion erano fermi» racconta Ezio Bertolla residente della zona, che insieme al suo vicino di casa Enrico Ricci è stato ascoltato dalla commissione Ambiente. I consiglieri comunali, presieduti da Davide Poletti (Pd) si erano interessati a più riprese della vicenda e preso atto dell’aggravarsi della situazione si sono impegnati a effettuare una verifica sulle procedure di lavaggio a cui i camion devono –per legge - essere sottoposti e a sollecitare l’amministrazione e i soggetti coinvolti, (leggi Amia e Progetto Carrara, ndc) a mettere in atto misure straordinarie, che abbattano immediatamente i disagi. La proposta è quella di intensificare i lavaggi e utilizzare il consueto periodo di fermo dell’attività in cava per una pulizia intensiva della strada dei marmi. Il consigliere Francesco De Pasquale, (M5S) ha lanciato inoltre un appello ai titolari delle concessioni delle cave affinché rispettino il codice della strada, lavando accuratamente i mezzi al momento dell’ingresso sulle strade pubbliche evitando di scaricare così disagi e oneri sulla città.

Cinzia Chiappini

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