Il Tirreno

Finisce in pareggio la sfida tra i tordelli massesi e versiliesi

Finisce in pareggio la sfida tra i tordelli massesi e versiliesi

Massa, la kermesse all’Expo di Milano anche per promuovere i prodotti agroalimentari tipici della nostra provincia

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MASSA. Finisce in pareggio la sfida tra i tordelli massesi e versiliesi. Non se la sono sentita i giurati internazionali che hanno partecipato, lo scorso weekend, nel roof garden del Padiglione Coldiretti, sullo sfondo dell'Albero della Vita, a scegliere il tordello più buono. In giuria ad assaggiare anche visitatori cinesi, australiani, tedeschi e francesi. Unilaterale il commento: "troppo buoni". E' stata una settimana speciale quella degli agricoltori apuani protagonisti all'Esposizione Universale con l'esposizione dei tesori dell'agroalimentare che uniscono la costa apuo-versiliese all'entroterra passando per la Lunigiana e la Garfagnana e con le imprese, espressione del territorio, delle tradizioni, del paesaggio e dell'accoglienza. Insieme agli agricoltori anche il gruppo fotoamatori di Tresana che ha realizzato, per l'occasione, una mostra con gli scorci più belli e suggestivi dei borghi lununigianesi. «E' stata - commenta Maurizio Fantini, Direttore Provinciale Coldiretti - una bellissima esperienza che non finisce però qui. Torneremo anche a settembre all'Expo, ancora una volta da protagonisti, portando con noi tutto il meglio del territorio che raccontiamo».

A Milano hanno sfilato, nell'arco di tutta la settimana, i principali tesori del nostro paniere, dal Miele della Lunigiana Dop ai salumi "nostrali" della Lunigiana, dalla farina di castagne Dop con la marocca di Casola diventata per l'occasione anche una favola, ai vini Doc delle colline del Candia, ed ancora, i pani, tantissimi quelli che la provincia di Massa Carrara nella sua completezza sa offrire, i testaroli ed i panigacci messi a disposizione da Lunigiana Amica fino ai formaggi. Cinque (caciotta della Lunigiana, formaggio caprino delle apuane, pecorino della costa apuana, pecorino della Lunigiana e ricotta di pecora massese) quelli ottenuti secondo metodi mantenuti inalterati nel tempo da generazioni che rischiano di sparire per effetto del via libera alla polvere nel latte e che Coldiretti difenderà, oltre che con la battaglia sindacale ed istituzionale nelle sedi nazionali ed Europee, anche con una petizione lanciata in occasione dell'Expo.

L'obiettivo raccolta firme di Coldiretti è chiedere al Governo e al Parlamento italiano di bloccare il tentativo di autorizzare la produzione di formaggi con la polvere al posto del latte fresco, che nella nostra regionerischia di colpire un grande patrimonio di eccellenze regionali. La petizione potrà essere firmata nei mercati di Campagna Amica, ma anche online, sulla piattaforma Change.org, già utilizzata per la petizione Unesco sull'arte della pizza. Il link per firmare la petizione si può trovare sui profili ufficiali: facebook.com/coldiretti.campania e twitter.com/ColdirettiC.

Le firme serviranno per difendere la legge n.138 dell'11 aprile del 1974 che da oltre 40 anni garantisce all'Italia primati a livello internazionale nella produzione casearia anche grazie al divieto all'utilizzo della polvere al posto del latte. Il superamento di questa norma provocherebbe l'abbassamento della qualità, l'omologazione dei sapori, un maggior rischio di frodi e la perdita di quella distintività che solo il latte fresco con le sue proprietà organolettiche enutrizionali assicura ai formaggi, yogurt e latticini Made in Italy. "Noi - prosegue Fantini - ci opporremo al tentativo delle lobby di obbligare ad usare latte in polvere al posto del latte. Il formaggio si fa, da che mondo è mondo, con il latte".

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