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Turigliano, parte il progetto per il forno crematorio

Turigliano, parte il progetto per il forno crematorio

Carrara, il “tempio” costerà 1.450.000 euro ma si ripagherà con i proventi del servizio e sarà a costo zero per il Comune. Una corsa con Massa e il rischio “doppioni”

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CARRARA. Il caro estinto è un business che non conosce crisi. La cremazione, anche. Succede così che, una volta superato lo shock dello scandalo del forno crematorio del Mirteto di Massa – dove i morti venivano bruciati collettivamente e le loro ceneri distribuite un po’ a casaccio ai parenti – i nostri Comuni si siano lanciati in una specie di corsa alla realizzazione di un forno per la cremazione della salme. Una corsa che vede, per ora, saldamente in testa il Comune di Carrara. La cui giunta ha proprio l’altro ieri approvato il progetto preliminare definitivo per la costruzione di un “Tempio crematorio” al cimitero di Turigliano. Lasciando al palo i Comuni di Massa – dove è comunque avviata la ristrutturazione-potenziamento del forno di Mirteto che ormai da anni funziona al minimo regime; e di Montignoso dove il sindaco Narciso Buffoni ha per un po’ accarezzato l’idea di costruirsi un forno in proprio.

Il progetto carrarese è “fatto in casa”: committente è Apuafarma Spa, la società del Comune che gestisce i servizi cimiteriali, che ha incaricato l’ ingegner Benedetto La Rosa e il geometra Emanuele Giovannelli di Amia Spa (società, anch’essa del Comune, che si occupare di rifiuti), di redigere il progetto tecnico sulla cui base verrà poi varato il bando di gara per l’assegnazione dell’appalto. Il costo previsto non è cosa da poco: 1.445.000 euro “chiavi in mano”, ma l’opera – così si legge nella delibera – è finanziata con i proventi riscossi da Apuafarma nell’ambito del servizio di gestione delle attività cimiteriali , “per cui dalla realizzazione delle opere per questo progetto non risultano oneri a carico dell’amministrazione comunale”. In altre parole, i costi verranno coperti dalle tariffe che i cittadini pagheranno per fare cremare i loro cari.

Il nuovo forno nascerà, secondo il progetto, all’interno del cimitero di Turigliano, sul lato verso Anderlino, con il recupero e l’ampliamento di una fabbricato già esistente oggi in degrado e non utilizzata. Sarà dotato dei più moderni sistemi di contenimento dell’emissione di fumi, sarà dotato di una stanza per i parenti e di un parcheggio con 44 posti auto. E sarà un forno capace di bruciare fino a sei salme al giorno, che fanno più di 2.000 feretri l’anno (se si tiene conto anche dei festivi). Una potenzialità in grado di soddisfare i bisogni dell’intera provincia e di soddisfare anche richieste provenienti da altre zone. A Carrara ci sono stati (nel 2013) ben 878 decessi. Tenendo che le cremazioni costituiscono già oggi circa il 50% – e il dato è in aumento – del totale delle forme di sepoltura, il “potenziale” carrarese è di 4-500 cremazioni l’anno. L’impianto di Turigliano, dunque, sarà in grado di soddisfare la domanda interna e quella di province limitrofe.

Resta il problema di capire cosa faranno i Comuni vicini di fronte alla decisione della giunta Zubbani di accelerare sulla corsa al forno. Montignoso, che aveva pensato di costruire un suo impianto, avrebbe raggiunto un accordo con Massa per poter cremare “in convenzione” le salme montignosine nel forno del Mirteto. Massa, a sua volta, sta andando avanti con il progetto per rilanciare il suo impianto crematorio. Il rischio è quello di un doppione: due forni nel raggio di pochi chilometri che si troverebbero inevitabilmente in concorrenza e con la prospettiva di lavorare entrambi al di sotto delle loro capacità.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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