Il Tirreno

Nca, un consiglio straordinario

Nca, un consiglio straordinario

Si lavora per una mozione unitaria. Cgil: l’azienda non è più un interlocutore

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CARRARA. La vertenza Nca torna in consiglio comunale con una seduta straordinaria in programma per questo pomeriggio alle 18. I consiglieri delle varie forze politiche stanno lavorando a una mozione unitaria, ma soprattutto dall’opposizione sembra trapelare qualche perplessità.

In attesa di capire se le assise riusciranno a trovare una posizione bi-partisan, arrivano le prime reazioni alla rottura delle trattative, sancita lunedì durante il tavolo istituzionale convocato in Regione. Le segreterie provinciali di Cgil e Fiom si dicono «fortemente preoccupate» e rilevano «ancora una volta la volontà dell’azienda di non rispettare accordi e impegni presi. È evidente - spiegano ripercorrendo la vicenda - che la scelta fatta di favorire l’insediamento determinava in tutti i soggetti istituzionali, sindacati e lavoratori una forte volontà partecipativa nel rilancio dell’occupazione nell’area del cantiere e, pur con tutte le difficoltà notate sin dall’inizio, abbiamo tutti sperato che le cose si sistemassero. Oggi - prosegue la Cgil in una nota stampa - dopo oltre due anni e mezzo in cui abbiamo cercato e sperato che la proprietà rispettasse gli impegni, dobbiamo denunciare l’assoluto dissenso in merito a quanto paventato in Regione da Nca, la quale chiede accordi per tagliare 40 posti di lavoro dal proprio organico definendoli esuberi. Noi come sindacato diciamo no».

È per questo, dunque, che secondo Cgil «il consiglio straordinario convocato per oggi, deve assumere una posizione chiara in merito a come Nca intenda rapportarsi col territorio». Il problema, secondo Cgil e Fiom, sta tutto nella vicenda dei 40 lavoratori, reintegrati ma ancora esclusi dall’attività produttiva che «continuano ad essere minati nella loro dignità e nella loro sicurezza di mantenimento del posto di lavoro, con ripetute lettere di contestazione o richiami, peraltro sostenuti da futili e pretestuose motivazioni. Noi non firmiamo licenziamenti, vogliamo piani di lavoro e certezze per il futuro, se qualcuno vuole abbassare la testa lo faccia, come sindacato siamo disponibili a discutere di futuro dei lavoratori e non riteniamo credibile chi si insedia come imprenditore ma come tale non si comporta, chi tiene da 7 mesi i lavoratori in reparti confino, non può essere visto come interlocutore credibile». (c.ch)

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