Il Tirreno

Il pianto della Rattaro per il Bancarella

di Riccardo Sordi
Il pianto della Rattaro per il Bancarella

La scrittrice ha vinto il duello con Simona Sparaco proprio con lo spoglio dell’ultima scheda: una serata super

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PONTREMOLI. La mani sul volto a contenere un pianto silenzioso, ricco di gioia e di emozione. Ha festeggiato così, con un momento di raccoglimento quasi intimo, Sara Rattaro la vittoria del Bancarella al termine di uno spoglio di voti che definire al cardiopalma è riduttivo.

Si è infatti dovuto attendere l’ultima preferenza dell’ultima scheda per conoscere il nome del vincitore della 63° edizione del Premio.

Ma è sembrato che una mano “beffarda” guidasse il notaio, Filippo Guglia, nel corso dello scrutinio delle 119 schede pervenute, con continui sorpassi che facevano illudere e sperare vari autori di poter “mettere le mani” sulla statuetta del San Giovanni di Dio simbolo della vittoria.

In particolare sono stati tre i volumi coinvolti in questa battaglia: ovviamente il libro della Rattaro “Niente è come te” (Garzanti) assieme a “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (Feltrinelli) di Enrico Ianniello e a “Se chiudo gli occhi” (Giunti) di Simona Sparaco.

Alla fine è stato un duello tutto al femminile con le due autrici che si sono ritrovate appaiate a 77 voti in attesa di conoscere le tre preferenze dell’ultima scheda. Al sentire, per la settantottesima volta, il nome del suo libro la Rattaro è potuta esplodere in un pianto liberatorio pieno di letizia.

Sul gradino più basso del podio si è posizionato il libro di Ianniello con 74 preferenze. A seguire, con 50 voti, Paolo Roversi con “Solo il tempo di morire” (Marsilio); poi con 39 preferenze Giulio Massobrio con “Rex” (Bompiani), e infine con 33 voti Mallock con “I volti di Dio” (Edizioni e/o).

Prima dello spoglio delle schede inviate dai librai si è tenuto l’abituale salotto del premio Bancarella condotto con eleganza e bravura da Letizia Leviti (ormai vera e propria madrina del Premio) e da Bruno Gambarotta che ha colorato di ironia e leggerezza le analisi degli autori.

Un salotto cui hanno partecipato i sei finalisti ed il presidente del Premio, lo storico Franco Cardini che ha aperto il Bancarella con un sentita riflessione sull’importanza del libro e dei librai. In questo contesto la Rattaro ha rivelato la genesi del suo libro, che racconta la storia di un padre coraggioso e di una ragazza speciale.

La storia di un amore che non conosce né tempo né ostacoli. Un padre e una figlia divisi, dopo che la madre, danese, ha deciso di lasciare il marito italiano e di portare la piccola con sé nella sua terra natale.

«E’ un romanzo ma è anche una storia vera – ha raccontato la Rattaro – più comune di quello che non si possa credere. Ci sono tanti, troppi casi di sottrazione internazionale di minori ed ancora un sistema legislativo troppo farraginoso e burocratico».

Un salotto vivace e molto interessante come erano davvero interessanti i libri dei sei finalisti. E la prova del nove è stato appunto lo spoglio delle schede in diretta dei giurati che ha tenuto con il fiato sospeso non solo gli autori dei libri ma tutti i presenti, a conferma di una formula che non sente l’età.

Tante le autorità presenti in piazza, a partire da un pontremolese “doc” come il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Maria Ferri, che ha salutato la piazza con un divertente “duetto” con Gambarotta, il neo consigliere regionale Giacomo Bugliani, il procuratore della repubblica di Massa Carrara Aldo Giubilaro e molti altri amministratori e autorità. Adesso prossimo appuntamento con il Bancarella il 18 ottobre quando si terrà la decima edizione del Bancarella Cucina.

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